Sei arrivato in Spagna, hai aggiornato il curriculum, hai aperto il profilo LinkedIn. E poi ti accorgi che in questo Paese le opportunità di lavoro passano tantissimo dalle persone, non dai portali. Un collega che ti segnala, un ex capo che ti presenta, un contatto conosciuto a un evento: il mercato del lavoro spagnolo funziona molto più per relazioni di quanto tu possa aspettarti arrivando dall’Italia. E se non costruisci la tua rete da subito, rischi di restare fuori da un sacco di opportunità che non verranno mai pubblicate su nessun portale.

Il networking in Spagna: una questione di fiducia, non di contatti
In Italia siamo abituati a un certo modo di intendere le relazioni professionali: conta la reputazione, conta il settore, conta chi conosci. In Spagna funziona in modo simile, ma con alcune differenze importanti. Qui la relazione personale precede quasi sempre quella professionale. Prima si chiacchiera, si prende un café, si capisce chi si ha davanti come persona — e solo dopo si parla di lavoro, collaborazioni o opportunità.
Questo non significa che i professionisti spagnoli siano frivoli o poco seri. Significa che investono nella fiducia prima di investire nel business. Se provi ad andare dritto al punto con un potenziale contatto spagnolo — “ho bisogno di un lavoro, conosci qualcuno?” — rischi di sembrare invadente o poco calibrato. Meglio costruire la relazione con calma, mostrare interesse genuino per la persona e lasciare che le opportunità emergano in modo naturale.
Un aspetto pratico: molti colloqui informali avvengono durante il café o il vermut del venerdì, non in riunioni formali. Se qualcuno ti propone di vedersi in modo informale, prendila sul serio — gli orari spagnoli e la cultura lavorativa danno molta importanza a questi momenti apparentemente leggeri.
Da dove iniziare se parti da zero
Quando arrivi in Spagna senza contatti, la sensazione di partire da zero può essere scoraggiante. Ma una rete si costruisce, passo dopo passo, se sai dove guardare.
Il primo posto in cui cercare sono gli italiani già insediati. Non per restare in un circuito chiuso di connazionali, ma perché chi ha già percorso la tua stessa strada conosce il tessuto locale, può presentarti alle persone giuste e capirebbe esattamente in quale punto del percorso ti trovi. Associazioni di italiani all’estero, gruppi Facebook di italiani nelle città spagnole, eventi organizzati dalla Camera di Commercio Italiana in Spagna: sono punti di partenza concreti.
Poi ci sono gli eventi di settore e le associazioni professionali. In Spagna ogni settore ha le sue — dal tech al marketing, dal design alla finanza — e molte organizzano meetup regolari, sia nelle grandi città che online. Eventbrite, Meetup.com e LinkedIn Events sono i canali su cui monitorare questo tipo di appuntamenti. Vai anche se non conosci nessuno. La prima volta è sempre un po’ scomoda, ma spesso basta una conversazione per aprire una porta.
Se stai cercando lavoro in modo attivo, considera anche le agenzie di lavoro e i portali specializzati: molti recruiter sono ottimi nodi di rete e possono presentarti ad aziende che non troveresti da solo.
LinkedIn in Spagna: come usarlo davvero
LinkedIn è lo strumento di networking professionale più usato anche in Spagna, ma il modo in cui viene usato ha le sue specificità. Un profilo ben fatto è il punto di partenza, ma non basta. Essere presenti in modo attivo fa la differenza tra un profilo che esiste e uno che viene trovato.
Alcune cose pratiche che funzionano:
- Scrivi il profilo in spagnolo (e se hai competenze rilevanti per il mercato internazionale, anche in inglese). Un profilo solo in italiano dice implicitamente che non sei ancora dentro il mercato locale.
- Commenta post di persone del tuo settore in modo sostanziale — non solo “ottimo articolo”, ma qualcosa che dimostra competenza e punto di vista.
- Quando mandi una richiesta di collegamento, aggiungi sempre un messaggio breve e personalizzato. Spiega chi sei, perché vuoi collegarti, cosa hai in comune. Senza messaggio, molte richieste vengono ignorate.
- Pubblica contenuti di valore, anche solo una volta ogni due settimane. Non serve essere un influencer: basta condividere un’osservazione di settore, un articolo commentato, un’esperienza rilevante.
Ricorda che in Spagna, come in Italia, le segnalazioni valgono oro. Se un tuo contatto LinkedIn ti vede attivo e competente, è molto più probabile che ti menzioni quando qualcuno gli chiede una raccomandazione.
La lingua: l’investimento che sblocca tutto
Puoi conoscere le tecniche di networking più sofisticate del mondo, ma se il tuo spagnolo è elementare, la tua rete resterà limitata. Non perché gli spagnoli non abbiano pazienza — in genere ce l’hanno — ma perché una conversazione naturale in spagnolo apre porte che l’inglese non apre, specialmente fuori dalle multinazionali e dalle grandi città cosmopolite come Barcellona o Madrid.
Non aspettare di essere “pronto” per partecipare agli eventi: inizia a parlare anche con un livello B1. Le persone apprezzano lo sforzo, e spesso nasce proprio lì una simpatia genuina. In questi anni ho visto molti italiani sbloccare la propria rete professionale non con una strategia sofisticata, ma semplicemente iniziando a parlare spagnolo senza paura di sbagliare.
Se ti stai preparando anche sul fronte del curriculum e della presentazione professionale, tieni presente che il curriculum spagnolo ha alcune differenze rispetto a quello italiano che vale la pena conoscere prima di iniziare a mandare candidature.
Networking per chi lavora in modo autonomo o da remoto
Se sei un professionista autonomo o lavori da remoto per clienti italiani o internazionali, il networking assume una forma leggermente diversa. Non stai necessariamente cercando un datore di lavoro locale, ma hai comunque bisogno di una rete: per trovare clienti spagnoli, per collaborare con altri professionisti, per non isolarti.
In questo caso i coworking spaces sono una risorsa sottovalutata. In Spagna sono diffusi e spesso hanno una vita comunitaria attiva — eventi serali, pranzi condivisi, presentazioni di progetti. Pagarsi una scrivania in un coworking non è solo una soluzione logistica: è un modo per entrare in un ecosistema di persone.
Chi lavora da remoto per un’azienda italiana dovrebbe anche sapere che lavorare da remoto dalla Spagna ha implicazioni fiscali e contributive che è importante non sottovalutare. Risolto quel lato, puoi concentrarti sulla costruzione della tua rete locale.
Gestire il follow-up: dove si vince o si perde
Molti professionisti investono energie nell’andare agli eventi, nel fare buone conversazioni, nel raccogliere biglietti da visita o connessioni LinkedIn. E poi non fanno follow-up. Dopo qualche giorno, il contatto si dimentica di chi sei.
Il follow-up è dove si costruisce davvero la relazione. Qualche giorno dopo aver conosciuto qualcuno, mandagli un messaggio su LinkedIn o via email: breve, cordiale, con un riferimento alla conversazione che avete avuto. Non chiedere nulla — semplicemente rimarca il contatto. Poi, nel tempo, mantienilo vivo: condividi un articolo che potrebbe interessargli, commentando un suo post, augurando buona fortuna su un progetto che hai visto che sta portando avanti.
Questa cura delle relazioni nel tempo è esattamente quello che in Spagna si aspettano le persone, e che distingue chi costruisce una rete solida da chi accumula semplicemente una lista di nomi.
Il colloquio informale: approfittane
In Spagna è molto comune chiedere — o ricevere la proposta di — un café virtual o un incontro informale con qualcuno del settore, senza che ci sia necessariamente un’opportunità di lavoro in gioco. Si chiama informational interview nel mondo anglosassone, e qui funziona benissimo anche se non ha un nome preciso.
Se c’è qualcuno che ammiri nel tuo settore, un professionista con cui vorresti confrontarti o semplicemente qualcuno che lavora in un’azienda che ti interessa, puoi scrivergli direttamente proponendo una chiacchierata di venti minuti. La percentuale di risposta positiva è sorprendentemente alta — molto più che in altri Paesi europei — specialmente se il messaggio è genuino e non suona come una richiesta di lavoro mascherata.
Prima di arrivarci, però, vale la pena capire come funziona il colloquio di lavoro in spagnolo, anche nelle sue versioni meno formali: il registro cambia, le aspettative cambiano, e presentarsi preparati fa sempre la differenza.
Costruire una rete professionale in Spagna richiede tempo, ma non è un processo misterioso: serve presenza costante, genuinità nelle relazioni e la pazienza di non aspettarsi risultati immediati. Il primo passo concreto che puoi fare oggi è identificare due o tre eventi del tuo settore nei prossimi trenta giorni e iscriverti. Il resto viene da lì.
Non conosco ancora nessuno in Spagna: da dove inizio concretamente a costruire la mia rete?
Il punto di partenza più accessibile sono gli italiani già presenti nel Paese: cerca gruppi Facebook di italiani nella tua città, associazioni di connazionali o eventi organizzati dalla Camera di Commercio Italiana in Spagna. Non si tratta di restare chiusi in un circuito di connazionali, ma di sfruttare chi ha già percorso la tua stessa strada e conosce il tessuto locale. In parallelo, iscriviti a Meetup.com, Eventbrite e LinkedIn Events per trovare eventi di settore: anche se non conosci nessuno, basta presentarsi e avviare una conversazione per aprire le prime porte.
Come funziona il networking in Spagna rispetto all’Italia? Ci sono differenze che devo conoscere?
La differenza principale è che in Spagna la relazione personale precede quasi sempre quella professionale: prima si crea un rapporto umano, si prende un caffè, si conosce la persona, e solo dopo si parla di lavoro o opportunità. Andare dritto al punto con una richiesta diretta — “cerco lavoro, conosci qualcuno?” — può risultare invadente e controproducente. Molti scambi professionali avvengono in contesti informali come il café o il vermut del venerdì, che vanno presi sul serio anche se sembrano occasioni leggere.
Come devo usare LinkedIn in Spagna per farmi trovare e costruire contatti utili?
Il primo passo è scrivere il profilo in spagnolo, perché un profilo solo in italiano comunica implicitamente che non sei ancora dentro il mercato locale. Oltre ad avere un profilo curato, è importante essere attivi: commenta i post di persone del tuo settore con osservazioni sostanziali, pubblica contenuti di valore anche solo ogni due settimane e invia richieste di collegamento sempre accompagnate da un messaggio personalizzato. La presenza costante aumenta la probabilità che un tuo contatto ti menzioni spontaneamente quando qualcuno cerca una raccomandazione nel tuo campo.
Il mio spagnolo non è ancora fluente: devo aspettare di migliorare prima di iniziare a fare networking?
No, non devi aspettare: anche con un livello B1 puoi partecipare agli eventi e avviare conversazioni. Gli spagnoli in genere apprezzano lo sforzo di chi ci prova, e spesso è proprio dall’imperfezione linguistica che nasce una simpatia genuina. Molti italiani hanno sbloccato la propria rete professionale non con strategie elaborate, ma semplicemente iniziando a parlare spagnolo senza paura di sbagliare. Ricorda che una conversazione naturale in spagnolo apre porte che l’inglese non riesce ad aprire, soprattutto fuori dalle grandi multinazionali.
Come faccio un buon follow-up dopo aver conosciuto qualcuno a un evento senza sembrare invadente?
Qualche giorno dopo l’incontro, manda un messaggio breve su LinkedIn o via email facendo un riferimento specifico alla conversazione che avete avuto: questo dimostra che l’hai ascoltato davvero e non stai mandando un messaggio generico. Non chiedere nulla nella prima comunicazione: l’obiettivo è semplicemente rinsaldare il contatto. Nel tempo, mantieni viva la relazione condividendo un articolo pertinente, commentando un suo post o scrivendo due righe su un progetto che lo riguarda. Questa cura costante è esattamente ciò che in Spagna distingue chi costruisce una rete solida da chi accumula solo una lista di nomi.
Avviso importante: le informazioni di questo articolo hanno valore orientativo e non potranno mai sostituire la consulenza di un professionista. La normativa spagnola cambia spesso e la sua applicazione dipende dalla situazione di ciascuno. Prima di prendere decisioni su documenti, fisco, lavoro o residenza, rivolgiti a un gestor, un avvocato o un commercialista.
inSpagna è un progetto di
Erick Canale
Ingegnere, nato a Cuneo, vive in Spagna da oltre 22 anni : dopo 14 anni vissuti a Barcellona, dal 2018 vive e lavora a Madrid. Dopo un percorso da funizonario in una importante multinazionale italiana, da quindici anni dirige JEZZ Media, Agenzia di Comunicazione e Marketing con sede nella capitale spagnola.
La burocrazia spagnola l'ha attraversata tutta, di persona. Da dipendente prima, da imprenditore autonomo oggi.
