Cultura e costumi

Il rapporto degli spagnoli con gli animali domestici

Gli spagnoli amano gli animali domestici, ma il loro rapporto con loro è diverso da quello a cui sei abituato in Italia — e capirlo ti aiuta a evitare qualche malinteso nella vita quotidiana. Cani, gatti e compagnia hanno uno spazio preciso nella cultura spagnola: benvoluti, integrati nella vita sociale, ma vissuti con un’autonomia e una praticità che a volte sorprende chi arriva dal Bel Paese.

dog city park
Foto di Stephen Leonardi su Pexels

La prima cosa che noti, soprattutto nelle grandi città come Madrid o Barcellona, è quanti cani ci sono per strada. Il cane è l’animale domestico per eccellenza in Spagna, molto più diffuso del gatto nelle abitazioni urbane. I parchi sono sempre pieni di padroni con il guinzaglio in mano, le terrazze dei bar accolgono i quattrozampe con naturalezza, e non è raro vedere un cane seduto accanto al proprietario mentre questo prende il caffè del mattino.

Come vivono gli animali domestici nelle case spagnole?

In Spagna gli animali domestici sono trattati come membri della famiglia, ma con meno ansie e rituali di quanti ne vedrai spesso in Italia. Il cane spagnolo medio ha una vita sociale intensa: esce spesso, frequenta spazi pubblici, è abituato al contatto con estranei. Raramente viene iperprotetto o tenuto lontano dalla vita quotidiana. Questa abitudine allo spazio pubblico è parte di una cultura dello stare fuori che in Spagna riguarda tutti, umani e animali compresi.

I gatti, invece, sono meno diffusi nelle case rispetto all’Italia, ma godono di una presenza discreta e affettuosa. Nelle zone rurali e nei pueblos trovi spesso colonie di gatti randagi gestite dalla comunità, con un approccio informale ma non privo di cura. La convivenza con gli animali randagi è più accettata socialmente che in Italia, dove la gestione del randagismo ha sempre avuto sfumature più conflittuali.

Un aspetto che colpisce molti italiani è la presenza degli animali nei locali pubblici. Molti bar, e in particolare le terrazze all’aperto, accolgono i cani senza problemi. Non è universale — dipende dal locale e dalla comunità autonoma — ma è molto più comune che in Italia, dove le regole di accesso con animali tendono a essere più restrittive o applicate con meno flessibilità.

Gli spagnoli sono davvero così attaccati ai loro animali come sembra?

La risposta breve è sì, ma in modo diverso da come potresti immaginare. Il legame affettivo è profondo e sincero, ma raramente si traduce in quell’atteggiamento quasi ansioso — diete speciali, psicologi per cani, tutine invernali obbligatorie — che in certi ambienti italiani è diventato la norma. Lo spagnolo medio ama il suo animale con praticità: lo porta dal veterinario, lo porta a passeggio, lo include nella vita familiare, ma senza trasformarlo nel centro assoluto della casa.

Detto questo, le cose stanno cambiando. Ultimamente la Spagna ha visto crescere una cultura del pet più sofisticata, con pet shop specializzati, servizi di dog sitting, centri di toelettatura e una sensibilità crescente verso i diritti degli animali. Le grandi città stanno diventando sempre più pet-friendly, con aree cani attrezzate, strutture ricettive che accettano animali e una legislazione che si è fatta più attenta alla tutela del benessere animale.

Un cambiamento concreto lo trovi nella legislazione: negli ultimi anni la Spagna ha approvato norme più stringenti sulla vendita e l’adozione degli animali domestici, con l’obiettivo di contrastare il commercio irresponsabile e incentivare l’adozione dai rifugi. I protectoras de animales — i canili e rifugi associativi — hanno un ruolo centrale in questo sistema, spesso gestiti da volontari con grande dedizione.

Cosa devi sapere praticamente se hai un animale domestico in Spagna?

Se ti trasferisci in Spagna con un cane o un gatto, ci sono alcune cose pratiche da tenere a mente. In Italia sei abituato al microchip e al libretto sanitario: in Spagna il sistema è simile, ma con qualche specificità. Il censimento dell’animale è obbligatorio e va fatto presso il comune di residenza o attraverso un veterinario abilitato. Ogni comunità autonoma può avere le proprie regole aggiuntive, quindi conviene verificare quelle della zona in cui ti stabilisci.

Per i cani, esiste in Spagna una lista di razze considerate “potenzialmente pericolose” — il sistema è simile a quello italiano — per le quali sono previsti obblighi aggiuntivi come il guinzaglio rinforzato, la museruola e una polizza di responsabilità civile. Le normative specifiche variano per comunità autonoma, quindi se hai un cane di razze come il Rottweiler, il Pit Bull o simili, informati in anticipo sulle regole locali e verifica con il tuo veterinario o con il comune.

Sul fronte veterinario, la qualità dei servizi è buona in tutta la Spagna, con cliniche ben attrezzate nelle città e prezzi generalmente in linea con quelli italiani o leggermente inferiori per le prestazioni di base. Le assicurazioni sanitarie per animali domestici stanno diventando sempre più diffuse, anche se non sono ancora la norma come in alcuni altri paesi europei.

Se abiti in affitto — situazione comune per chi si trasferisce — tieni presente che non tutti i proprietari accettano animali. Il contratto di locazione spagnolo non obbliga il proprietario ad ammettere animali domestici, e molti annunci specificano “no mascotas”. Trovare casa con un cane di taglia grande può richiedere più tempo e qualche compromesso, soprattutto nelle grandi città dove l’offerta di affitti è tesa.

Come cambia la vita sociale quando hai un animale in Spagna?

Avere un cane in Spagna è, sorprendentemente, uno dei modi più efficaci per integrarsi nel quartiere. Il bar di quartiere è già un luogo di socialità per eccellenza, ma il parco con il cane non è da meno. Le aree cani — i pipican, come li chiamano in molte città — diventano piccole comunità di conoscenti, dove ci si vede ogni mattina e si scambiano due parole con naturalezza. Per un italiano che sta ancora trovando il suo posto in un nuovo contesto, fare amicizia con gli spagnoli può passare anche da lì.

Anche la cultura del fine settimana con l’animale è molto sviluppata. Non è insolito portare il cane a fare escursioni, a fare un giro per i mercati del quartiere o perfino in spiaggia — in certi tratti costieri ci sono spiagge dedicate ai cani, specialmente fuori stagione. Questa integrazione tra vita all’aperto e animali domestici è uno degli aspetti più piacevoli della quotidianità spagnola per chi ama gli animali.

Il carattere spagnolo, tendenzialmente aperto e diretto, si vede anche nel rapporto con gli animali degli altri. Non è raro che uno sconosciuto si fermi ad accarezzare il tuo cane senza chiedere permesso — cosa che in certi ambienti italiani potrebbe risultare invadente, ma che qui rientra nella normale spontaneità delle interazioni sociali.

Se stai pensando di trasferirti con un animale domestico, il primo passo è verificare le normative della comunità autonoma in cui andrai a vivere e aggiornare la documentazione sanitaria del tuo animale con un veterinario prima della partenza. E se invece stai pensando di adottarne uno una volta arrivato, le protectoras locali sono il punto di partenza giusto: trovi facilmente quella più vicina sul sito del tuo comune o cercando online per città.

Se mi trasferisco in Spagna con il mio cane, devo rifarlo microchippare o basta quello italiano?

Il microchip italiano è riconosciuto in Spagna, quindi non devi rifarlo. Quello che devi fare è registrare il tuo animale presso il comune di residenza o tramite un veterinario abilitato, perché il censimento dell’animale è obbligatorio. Ogni comunità autonoma può avere regole aggiuntive, quindi conviene informarsi sulla zona specifica in cui andrai a vivere. Prima di partire, aggiorna anche la documentazione sanitaria con il tuo veterinario in Italia.

Ho un Rottweiler: ci sono restrizioni particolari per le razze considerate pericolose in Spagna?

Sì, in Spagna esiste una lista di razze considerate potenzialmente pericolose, tra cui Rottweiler, Pit Bull e razze simili. Per queste è obbligatorio usare un guinzaglio rinforzato e la museruola negli spazi pubblici, e stipulare una polizza di responsabilità civile. Le normative specifiche variano da una comunità autonoma all’altra, quindi è fondamentale verificare le regole locali prima di arrivare. Il modo più semplice è contattare il comune di destinazione o un veterinario della zona.

È vero che in Spagna si può portare il cane al bar? Come funziona esattamente?

In molti bar spagnoli, soprattutto quelli con terrazza all’aperto, i cani sono i benvenuti e non è una situazione insolita o mal vista. Non è però una regola universale: dipende dal singolo locale e dalle normative della comunità autonoma di riferimento. In generale è molto più comune che in Italia, dove le restrizioni tendono ad essere applicate in modo più rigido. Se hai dubbi, basta osservare se altri clienti sono seduti con il proprio cane o chiedere direttamente al personale del locale.

Trovo facilmente casa in affitto se ho un cane di taglia grande?

Trovare un affitto con un cane di taglia grande in Spagna può richiedere più tempo e pazienza, soprattutto nelle grandi città come Madrid o Barcellona dove il mercato degli affitti è già molto competitivo. Molti annunci specificano esplicitamente “no mascotas”, perché il contratto di locazione spagnolo non obbliga il proprietario ad accettare animali. Conviene iniziare la ricerca con largo anticipo e essere pronti a qualche compromesso sulla zona o sulla metratura. Alcune piattaforme immobiliari permettono di filtrare gli annunci per “se admiten mascotas”, il che semplifica la ricerca.

Se voglio adottare un animale una volta arrivato in Spagna, come funziona il sistema dei rifugi?

In Spagna i rifugi per animali si chiamano protectoras de animales e sono spesso gestiti da associazioni di volontari molto attive e organizzate. Sono il punto di partenza consigliato per chi vuole adottare in modo responsabile, anche perché negli ultimi anni la legislazione spagnola ha incentivato l’adozione rispetto all’acquisto da allevatori o negozi. Per trovare la protectora più vicina basta cercare online per città o consultare il sito del proprio comune. Gli animali presenti nei rifugi sono di solito già vaccinati, microchippati e visitati dal veterinario prima dell’adozione.

Avviso importante: le informazioni di questo articolo hanno valore orientativo e non potranno mai sostituire la consulenza di un professionista. La normativa spagnola cambia spesso e la sua applicazione dipende dalla situazione di ciascuno. Prima di prendere decisioni su documenti, fisco, lavoro o residenza, rivolgiti a un gestor, un avvocato o un commercialista.

Erick Canale

inSpagna è un progetto di

Erick Canale

Ingegnere, nato a Cuneo, vive in Spagna da oltre 22 anni : dopo 14 anni vissuti a Barcellona, dal 2018 vive e lavora a Madrid. Dopo un percorso da funizonario in una importante multinazionale italiana, da quindici anni dirige JEZZ Media, Agenzia di Comunicazione e Marketing con sede nella capitale spagnola.

La burocrazia spagnola l'ha attraversata tutta, di persona. Da dipendente prima, da imprenditore autonomo oggi.