Hai appena finito l’università, o forse stai ancora studiando, e l’idea di fare un’esperienza in Spagna ti attira da un po’. Oppure hai già qualche anno di lavoro alle spalle in Italia ma vuoi ricominciare da capo in un Paese nuovo, e ti chiedi da dove partire. La questione dei primi passi nel mondo del lavoro spagnolo è concreta e, per molti giovani italiani, più navigabile di quanto sembri — a patto di sapere come funziona il sistema.

Il tirocinio in Spagna: non è il classico “stage” italiano
In Italia sei probabilmente abituato all’idea di un tirocinio come qualcosa di vagamente indefinito: a volte pagato, spesso no, quasi sempre legato a un’università o a un centro per l’impiego. In Spagna il quadro è simile per certi aspetti, ma con alcune differenze che vale la pena conoscere subito.
Le pratiche — così si chiamano, prácticas — si dividono principalmente in due tipi. Le prácticas curriculares fanno parte del percorso formativo universitario: si svolgono durante gli studi, rientrano nel piano accademico e in molti casi non prevedono una retribuzione obbligatoria. Le prácticas extracurriculares, invece, si fanno al di fuori del curriculum formale e, secondo la normativa in vigore, devono essere remunerate. La distinzione è importante perché cambia sia i tuoi diritti che le aspettative dell’azienda.
Se sei già laureato in Italia e vuoi fare uno stage in Spagna per entrare nel mercato locale, in genere rientri nella categoria extracurricular. Significa che dovresti ricevere una retribuzione, anche se l’importo varia molto a seconda del settore e della città. Non dare per scontato che un’azienda possa offrirti uno stage non pagato: chiedilo esplicitamente e, se hai dubbi, un gestor o uno sportello di orientamento al lavoro possono aiutarti a capire cosa ti spetta.
Come trovare tirocini da italiano
I canali per trovare prácticas non sono molto diversi da quelli che usi per cercare lavoro vero e proprio. LinkedIn è uno strumento centrale anche in Spagna, forse ancora più che in Italia. I portali di lavoro spagnoli come Infojobs, Tecnoempleo o Indeed.es hanno sezioni dedicate ai tirocini: filtra per “prácticas” o “becas” e trovi subito le offerte più recenti.
Vale anche la pena di guardare ai programmi europei: l’EURES, il portale europeo per la mobilità lavorativa, offre spesso opportunità di tirocinio in Spagna per cittadini UE, con supporto burocratico incluso. E se stai ancora studiando, il tuo ateneo italiano potrebbe avere accordi con università spagnole o aziende locali nell’ambito di Erasmus+.
Un dettaglio pratico da non trascurare: per svolgere qualsiasi attività lavorativa o di tirocinio in Spagna, hai bisogno del NIE (Número de Identidad de Extranjero). È il primo documento che devi richiedere appena arrivi. Senza NIE non puoi firmare contratti, aprire un conto in banca o essere iscritto alla Seguridad Social.
I contratti per i giovani: cosa prevede il sistema spagnolo
Superato il tirocinio, o se decidi di cercare direttamente un lavoro, ti trovi di fronte al sistema dei contratti spagnoli. Anche qui, qualcosa assomiglia all’Italia e qualcosa funziona diversamente.
Per i giovani esiste una figura contrattuale specifica: il contrato de formación en alternancia. Si rivolge a chi non ha ancora compiuto 30 anni e combina lavoro e formazione, con una parte della giornata dedicata all’apprendimento professionale. È pensato per chi entra nel mercato del lavoro senza esperienza pregressa nel settore. Le condizioni — retribuzione, ore di formazione, durata — variano in base al contratto collettivo del settore (convenio colectivo), che in Spagna ha un peso molto concreto su tutto ciò che riguarda il lavoro. I tipi di contratto disponibili sono più di uno, e capire qual è quello che ti viene offerto fa differenza.
Esiste poi il contrato de trabajo en prácticas, rivolto a chi ha un titolo di studio ottenuto di recente e vuole fare esperienza nel campo specifico di quella qualifica. La logica è quella di un primo impiego qualificato con condizioni pensate per chi è all’inizio.
In ogni caso, quando firmi un contratto in Spagna, hai diritto a ricevere la nómina ogni mese. Leggere la busta paga spagnola non è scontato la prima volta: ci sono voci diverse da quelle italiane, e capirle ti aiuta a verificare che tutto sia in ordine.
Il salario: cosa aspettarsi nei primi lavori
Una delle domande che sento fare più spesso è: “Ma quanto si guadagna all’inizio in Spagna?” La risposta onesta è: dipende molto dal settore, dalla città e dal tipo di contratto. Barcellona e Madrid hanno mediamente stipendi più alti rispetto al resto del Paese, ma anche un costo della vita superiore.
Quello che puoi prendere come punto di riferimento è il salario mínimo interprofesional (SMI), che stabilisce la soglia minima legale al di sotto della quale nessun contratto può andare. Il valore viene aggiornato periodicamente dal governo, quindi controlla sempre la cifra aggiornata sul sito del Ministerio de Trabajo. Per i tirocini retribuiti, l’importo può essere riferito a questa soglia o definito dal contratto collettivo del settore.
Una cosa che molti giovani sottovalutano: in Spagna la paga viene spesso suddivisa in 14 mensilità, con due mensilità extra erogate in estate e a dicembre (pagas extraordinarias). Quando valuti un’offerta, chiediti sempre se lo stipendio che ti citano è lordo annuale diviso per 12 o per 14: cambia il netto mensile che ricevi effettivamente.
Curriculum, colloquio e candidatura: le differenze con l’Italia
Se sei abituato al formato italiano del curriculum, preparati a qualche adattamento. In Spagna il CV ha una struttura leggermente diversa: più sintetico, spesso con foto (anche se non obbligatoria), con un’attenzione particolare alle competenze linguistiche. Le differenze con il curriculum italiano sono più sostanziali di quanto ci si aspetti, e presentarsi con un formato inadeguato può penalizzare anche un buon candidato.
Al colloquio — il proceso de selección — ci si aspetta puntualità, ma anche una certa informalità nel tono. Gli spagnoli tendono a gestire il colloquio in modo meno rigido rispetto alla media italiana: domande sull’ambiente di lavoro preferito, sulla personalità, sulle aspettative a lungo termine sono comuni. Non farti cogliere impreparato su questo lato “morbido” della selezione.
Se il tuo spagnolo non è ancora fluido, non nasconderlo e non sopravvalutarlo. Molte aziende a Barcellona lavorano in ambienti internazionali e l’inglese è sufficiente per partire. Ma dimostrare che stai imparando e che ti stai mettendo in gioco conta tantissimo. In questi anni ho visto molti italiani farsi apprezzare non per uno spagnolo perfetto, ma per l’atteggiamento con cui si sono approcciati al Paese.
Riconoscimento del titolo di studio: quando serve
Se il lavoro o il tirocinio che cerchi richiede una qualifica specifica — professioni regolamentate come insegnante, ingegnere, medico, avvocato — devi verificare se il tuo titolo italiano è riconosciuto automaticamente in Spagna o se è necessaria una procedura di omologazione. Far riconoscere il titolo di studio è un passaggio che richiede tempo e documentazione: meglio avviarlo prima di arrivare, non dopo aver già firmato un contratto.
Per molti lavori non regolamentati — commerciale, marketing, comunicazione, informatica, amministrazione — il titolo italiano viene accettato così com’è, e l’esperienza pratica pesa più del nome dell’ateneo. In questo caso, la tua sfida principale è quella di tutti i giovani che iniziano: convincere un’azienda a scommettere su di te.
I contributi e i diritti anche da tirocinante
Una cosa che l’Italia ha insegnato male a molti giovani è che il tirocinio è una zona grigia dove i diritti non esistono. In Spagna non è esattamente così. La Seguridad Social copre anche i tirocinanti in alcune situazioni, e se il tuo stage è retribuito e extracurricular, l’azienda è tenuta a iscriverti al sistema previdenziale. Questo significa che accumuli contributi fin dall’inizio, con ricadute concrete sulla futura disoccupazione e pensione.
Informati sempre su questo punto prima di firmare: è un dettaglio che non tutti comunicano spontaneamente, ma che ha peso reale sulla tua posizione nel sistema spagnolo. Il primo passo concreto, comunque, resta sempre lo stesso: ottieni il NIE, registrati all’empadronamiento nel comune in cui abiti, e poi costruisci tutto il resto da lì.
Sono laureato in Italia e voglio fare uno stage in Spagna: ho diritto a essere pagato?
Sì, se sei già laureato e fai uno stage in Spagna al di fuori di un percorso universitario formale, rientri nella categoria delle prácticas extracurriculares, che per legge devono essere retribuite. L’importo varia a seconda del settore e della città, ma l’azienda non può offrirti uno stage non pagato senza violare la normativa vigente. Se hai dubbi su ciò che ti spetta, rivolgiti a un gestor o a uno sportello di orientamento al lavoro prima di firmare qualsiasi accordo.
Cos’è il NIE e quando devo richiederlo?
Il NIE, ovvero il Número de Identidad de Extranjero, è il documento identificativo indispensabile per qualsiasi attività lavorativa o di tirocinio in Spagna. Senza di esso non puoi firmare contratti, aprire un conto in banca né essere iscritto alla Seguridad Social. Devi richiederlo appena arrivi in Spagna, prima ancora di iniziare a lavorare, perché i tempi di rilascio possono variare e non conviene trovarsi in ritardo.
In Spagna lo stipendio mensile è diverso da quello che mi viene indicato nell’offerta di lavoro?
Molto spesso sì, e questo è un punto che coglie di sorpresa molti italiani. In Spagna la retribuzione annuale viene frequentemente suddivisa in 14 mensilità, con due mensilità extra erogate in estate e a dicembre, chiamate pagas extraordinarias. Quando valuti un’offerta, chiedi sempre se la cifra indicata è lo stipendio annuale lordo diviso per 12 o per 14, perché il netto mensile che ricevi cambia in modo significativo.
Il mio titolo di laurea italiano viene riconosciuto in Spagna per trovare lavoro?
Dipende dal tipo di lavoro che vuoi svolgere. Per le professioni regolamentate come medico, ingegnere, insegnante o avvocato, è necessario avviare una procedura formale di omologazione del titolo, che richiede tempo e documentazione, quindi conviene iniziarla prima di partire. Per la maggior parte dei lavori non regolamentati, come quelli in ambito commerciale, marketing, comunicazione o informatica, il titolo italiano viene generalmente accettato senza bisogno di alcun riconoscimento ufficiale.
Come faccio a trovare tirocini in Spagna dall’Italia prima di partire?
I canali principali sono gli stessi che useresti per cercare un lavoro vero e proprio: LinkedIn è molto utilizzato anche in Spagna, mentre i portali locali come Infojobs e Indeed.es hanno sezioni dedicate con offerte filtrabili per “prácticas” o “becas”. Se stai ancora studiando, vale la pena controllare se il tuo ateneo italiano ha accordi con università o aziende spagnole nell’ambito di Erasmus+, oppure consultare il portale europeo EURES, che offre supporto burocratico per la mobilità lavorativa tra Paesi UE.
Avviso importante: le informazioni di questo articolo hanno valore orientativo e non potranno mai sostituire la consulenza di un professionista. La normativa spagnola cambia spesso e la sua applicazione dipende dalla situazione di ciascuno. Prima di prendere decisioni su documenti, fisco, lavoro o residenza, rivolgiti a un gestor, un avvocato o un commercialista.
inSpagna è un progetto di
Erick Canale
Ingegnere, nato a Cuneo, vive in Spagna da oltre 22 anni : dopo 14 anni vissuti a Barcellona, dal 2018 vive e lavora a Madrid. Dopo un percorso da funizonario in una importante multinazionale italiana, da quindici anni dirige JEZZ Media, Agenzia di Comunicazione e Marketing con sede nella capitale spagnola.
La burocrazia spagnola l'ha attraversata tutta, di persona. Da dipendente prima, da imprenditore autonomo oggi.
