Sei appena diventato autónomo in Spagna e arriva il momento di emettere la tua prima fattura. Apri il computer, sei abituato al formato italiano, e ti rendi conto che qualcosa non torna: campi diversi, sigle che non riconosci, logiche che non combaciano con quello che sai. La factura spagnola non è complicata, ma ha le sue regole precise — e sbagliare qualcosa, anche solo un campo, può crearti problemi con l’Agencia Tributaria.

Factura e fattura: stessa logica, dettagli diversi
Partiamo da ciò che conosci. In Italia la fattura è un documento fiscale obbligatorio ogni volta che emetti un corrispettivo per una prestazione o una vendita. In Spagna il principio è identico: la factura è il documento che certifica una transazione commerciale e serve sia a te sia al tuo cliente per la contabilità e la dichiarazione IVA.
La differenza principale, però, è nella struttura dell’IVA — che in Spagna si chiama IVA (Impuesto sobre el Valor Añadido), esattamente come in Italia, ma con aliquote e meccanismi parzialmente diversi — e nell’esistenza di una ritenuta alla fonte che in Italia conosci solo se hai mai lavorato come professionista con ritenuta d’acconto. In Spagna questa ritenuta si chiama IRPF (retención) e per molti autónomos è obbligatoria. Ci torneremo tra poco.
Gli elementi obbligatori di una factura
Ogni fattura emessa da un autónomo in Spagna deve contenere alcuni elementi minimi stabiliti dalla normativa. Non sono facoltativi: se manca anche uno solo, la factura non è valida ai fini fiscali.
- Número de factura: una numerazione progressiva e senza salti, per serie. Ogni anno puoi ricominciare da 1.
- Fecha de expedición: la data in cui emetti la fattura.
- Datos del emisor: il tuo nome e cognome (o ragione sociale), indirizzo fiscale e NIF (il tuo número de identificación fiscal, che per un autónomo straniero coincide con il NIE seguito dalla lettera).
- Datos del receptor: nome, indirizzo e NIF del cliente. Se il cliente è un’azienda, il suo CIF.
- Descripción del servicio o producto: cosa hai venduto o prestato, in modo sufficientemente dettagliato.
- Base imponible: l’importo al netto di IVA e ritenute.
- Tipo de IVA aplicado: l’aliquota percentuale (vedi sotto).
- Cuota de IVA: l’importo in euro dell’IVA calcolata.
- Total de la factura: l’importo finale che il cliente ti deve pagare.
Se applichi la ritenuta IRPF, devi indicare anche l’aliquota e l’importo trattenuto, che andrà a ridurre il totale da pagare.
Le aliquote IVA in Spagna
In Spagna esistono più aliquote IVA, ognuna applicabile a categorie diverse di beni e servizi. In linea generale:
- L’aliquota ordinaria si applica alla maggior parte dei servizi professionali e delle vendite commerciali.
- Esistono aliquote ridotte per alcune categorie specifiche (alimentari, servizi culturali, alcune attività sanitarie e simili).
- Alcune operazioni sono esenti da IVA per legge.
Quale aliquota applicare dipende dal tipo di attività che svolgi. Non assumere che si applichi sempre quella ordinaria: alcune professioni hanno esenzioni o regimi particolari. Se hai dubbi sull’aliquota corretta per la tua attività, è il momento giusto per consultare un gestor spagnolo prima di emettere le prime fatture.
La retención de IRPF: la novità rispetto all’Italia
Questo è il punto che più sorprende gli italiani. Se in Italia lavoravi come dipendente o come professionista con ritenuta d’acconto, il meccanismo ti sarà parzialmente familiare. In Spagna, quando un autónomo emette fattura a un’azienda o a un altro professionista, è spesso obbligatorio applicare una ritenuta IRPF sulla base imponibile.
In pratica: il cliente non ti paga l’intera base imponibile, ma trattiene una percentuale che verserà direttamente all’Agencia Tributaria per tuo conto. Quella percentuale è un anticipo sull’imposta sul reddito che dovrai pagare a fine anno.
Qualche chiarimento importante:
- La ritenuta si applica in genere quando il cliente è un’azienda o un professionista (no se il cliente è un privato).
- Nei tuoi primi anni di attività come autónomo potresti avere diritto a una ritenuta ridotta — verifica la tua situazione con il gestor.
- L’aliquota esatta varia e può cambiare: controlla sempre il dato aggiornato sull’Agencia Tributaria o affidati al tuo gestor.
Il risultato nella fattura è che il totale da pagare è inferiore alla somma di base imponibile più IVA, proprio perché si sottrae la ritenuta. Un esempio schematico per capire la struttura:
- Base imponibile: 1.000 €
- IVA (es. 21%): + 210 €
- Ritenuta IRPF (es. 15%): − 150 €
- Totale da pagare: 1.060 €
I 150 € trattenuti non li perdi: li recuperi (o li hai già pagati in anticipo) nella dichiarazione annuale dei redditi.
Factura simplificada: quando si usa
Esiste anche un formato semplificato, la factura simplificada, equivalente approssimativo dello scontrino fiscale o della ricevuta. Puoi emetterla per importi bassi o quando il cliente è un privato, in determinati casi previsti dalla normativa. Non richiede i dati completi del destinatario.
Per i servizi tra professionisti o verso aziende, però, devi sempre emettere la factura ordinaria completa. La simplificada non basta e il cliente non potrebbe dedursela fiscalmente.
Come numerare le fatture
In Spagna la numerazione deve essere progressiva e senza interruzioni all’interno di una stessa serie. Puoi usare più serie (per esempio una per le fatture ordinarie e una per le note di credito, chiamate facturas rectificativas), ma ogni serie deve essere continua.
L’anno di inizio non è obbligatorio che corrisponda all’anno solare: puoi tenere la numerazione continua anche tra un anno e l’altro, oppure azzerarla a gennaio. L’importante è la coerenza e la progressività. In ogni caso, non puoi eliminare o modificare una fattura già emessa: se c’è un errore, emetti una fattura rettificativa.
Strumenti per emettere fatture
Molti autónomos in Spagna usano software di fatturazione online — ce ne sono diversi sul mercato, sia gratuiti che a pagamento — oppure delegano la gestione al proprio gestor, che si occupa anche di registrare le fatture nei modelli trimestrali IVA (il modelo 303) e nella dichiarazione annuale.
In questi anni ho visto tanti italiani improvvisare i primi mesi con fogli Excel o template scaricati online, salvo poi trovarsi con numerazioni disordinate o campi mancanti da correggere. Non è un dramma, ma evitarselo fin dall’inizio è semplice: scegli uno strumento adatto o concordalo con il tuo gestor sin da quando dai l’alta come autónomo.
Fatturare a clienti italiani o europei
Se hai clienti in Italia o in altri Paesi UE, la logica cambia. Quando fatturi a un’azienda con partita IVA comunitaria, si applica di norma il regime dell’inversione contabile (inversión del sujeto pasivo): emetti la fattura senza IVA spagnola, indicando che l’operazione è soggetta a inversione del soggetto passivo, e il cliente dichiara l’IVA nel proprio Paese.
In questo caso devi anche verificare di essere iscritto al ROI (Registro de Operadores Intracomunitarios), che in Spagna corrisponde al VIES: senza questa iscrizione non puoi emettere fatture intracomunitarie in esenzione IVA. La ritenuta IRPF, in genere, non si applica a clienti non residenti in Spagna.
Se i tuoi clienti sono principalmente italiani o se lavori in modo transfrontaliero, vale la pena approfondire anche il tema della residenza fiscale e degli accordi contro la doppia imposizione — materia delicata che merita la consulenza di un professionista.
Un ultimo punto pratico
Conserva tutte le fatture emesse e ricevute per almeno quattro anni: è il termine ordinario di prescrizione per i controlli fiscali in Spagna. Tienile ordinate per data e numerazione, in modo da poterle presentare rapidamente in caso di verifica o di compilazione delle dichiarazioni trimestrali.
Se stai ancora definendo come strutturare la tua attività — se fare l’autónomo o aprire una società, come gestire i costi deducibili, come impostare i rapporti con clienti italiani — il primo passo concreto è trovare un buon gestor e parlargli prima di emettere la prima fattura, non dopo. Costa molto meno correggere tutto dall’inizio che rimettere in ordine mesi di contabilità improvvisata.
