Burocrazia e fisco

Come funziona l’eredità transfrontaliera

Se sei italiano residente in Spagna — o hai beni in entrambi i Paesi — l’eredità transfrontaliera è uno di quei temi che quasi tutti rimandano finché non diventa urgente. La risposta breve è questa: non esiste un sistema unico europeo che risolve tutto in automatico. Devi capire quale legge si applica, in quale Paese si apre la successione e cosa succede ai beni nell’altro. Con le informazioni giuste, però, il labirinto si percorre.

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Il punto di partenza è sapere dove sei residente al momento del decesso — o dove lo era la persona di cui stai gestendo l’eredità. La residenza abituale, nel senso del luogo in cui si viveva concretamente, è il criterio principale che determina quale legge nazionale governa la successione. E questo vale sia che tu stia pianificando in anticipo, sia che tu stia già affrontando una pratica ereditaria in corso.

Quale legge si applica a una successione tra Italia e Spagna?

Dal 2015 è in vigore in tutta l’Unione Europea il Regolamento europeo sulle successioni (n. 650/2012, noto anche come Regolamento Bruxelles IV). Il principio di fondo è semplice: la legge che si applica alla successione è quella del Paese in cui il defunto aveva la propria residenza abituale al momento del decesso. Se un italiano viveva stabilmente in Spagna, in linea generale si applica la legge spagnola. Se viveva in Italia, si applica la legge italiana — anche se aveva beni in Spagna.

C’è però un’eccezione importante: il Regolamento permette di scegliere, tramite testamento, di assoggettare l’intera successione alla legge del Paese di cui si ha la cittadinanza. Un cittadino italiano residente in Spagna può quindi optare esplicitamente per la legge italiana. Questa scelta va fatta in anticipo, per iscritto, in un testamento valido. Non è qualcosa che si decide dopo.

Se non hai ancora un testamento e vuoi capire come funziona la pianificazione successoria da residente in Spagna, trovi un approfondimento utile nell’articolo su come gestire il testamento vivendo in Spagna.

Come funziona concretamente l’apertura della successione?

Quando si apre una successione transfrontaliera, la pratica si avvia nel Paese di residenza abituale del defunto. Se la persona viveva in Spagna, gli eredi devono rivolgersi a un notaio spagnolo (o al tribunal competente, nei casi più complessi). Se viveva in Italia, si apre in Italia — ma poi i beni spagnoli richiedono comunque un passaggio formale in Spagna.

In pratica questo significa che potresti dover gestire due procedimenti paralleli: uno per stabilire chi sono gli eredi e cosa spetta a ciascuno, e uno per trasferire concretamente i beni situati nell’altro Paese. Per un immobile in Spagna, ad esempio, il trasferimento di proprietà deve essere registrato nel Registro de la Propiedad spagnolo, e per farlo serve documentazione riconosciuta dalle autorità locali.

Il Regolamento europeo ha introdotto uno strumento utile: il Certificato Successorio Europeo. È un documento ufficiale che attesta chi sono gli eredi, i legatari o gli esecutori testamentari, e viene riconosciuto automaticamente in tutti gli Stati membri. Evita di dover ripetere l’intera procedura di accertamento degli eredi in ogni Paese dove esistono beni. Non elimina la necessità di registrare i trasferimenti localmente, ma semplifica molto la parte documentale.

Le imposte di successione: Italia e Spagna funzionano in modo diverso?

Sì, e la differenza è sostanziale. Le imposte di successione non sono armonizzate a livello europeo: ogni Paese applica le proprie regole, le proprie aliquote e le proprie franchigie. Il Regolamento 650/2012 stabilisce quale legge regola l’eredità (chi è erede, cosa riceve), ma non tocca la fiscalità.

In Italia l’imposta di successione esiste ma prevede franchigie significative per i parenti diretti — anche se i dettagli cambiano nel tempo, e conviene verificare le soglie aggiornate con un commercialista. In Spagna la situazione è più articolata: l’imposta sulle successioni (Impuesto sobre Sucesiones y Donaciones) è una competenza delle comunità autonome, il che significa che le aliquote, le deduzioni e le franchigie variano sensibilmente da una regione all’altra. La Comunidad de Madrid, ad esempio, ha da anni politiche di forte riduzione del carico fiscale sulle successioni tra parenti diretti; altre comunità applicano criteri diversi. Prima di pianificare, sapere dove si trovano i beni immobili è quindi rilevante quanto sapere dove vive l’erede.

Il rischio concreto è la doppia imposizione: pagare imposte sullo stesso bene sia in Italia sia in Spagna. Esistono meccanismi per evitarlo o ridurlo, ma non sempre funzionano in modo automatico. È uno dei motivi per cui in questi casi è quasi sempre necessario affidarsi a un professionista — un notaio, un gestor o un avvocato specializzato in diritto internazionale privato — che conosca entrambi i sistemi. Per capire come funziona in generale il tema della doppia imposizione tra i due Paesi, puoi leggere l’articolo dedicato alla doppia imposizione Italia-Spagna.

Cosa succede se non c’è testamento?

Se non esiste un testamento, si applica la successione legittima (o ab intestato): la legge decide chi eredita e in quale misura. Le regole italiane e spagnole non coincidono — le quote riservate ai figli, al coniuge e agli altri parenti seguono logiche parzialmente diverse. Questo significa che, in assenza di testamento, la legge applicabile (determinata dalla residenza) può portare a risultati diversi da quelli che ti aspetteresti.

In Italia sei probabilmente abituato al concetto di quota legittima, la parte di eredità che la legge riserva agli eredi necessari e che il testatore non può intaccare. In Spagna esiste un meccanismo analogo — la legítima — ma le proporzioni e i soggetti coinvolti possono essere diversi. Se si applica la legge spagnola, le aspettative basate sulla normativa italiana potrebbero non corrispondere alla realtà.

Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda la residenza fiscale degli eredi. Se un erede vive in Italia e riceve beni situati in Spagna, la sua posizione fiscale in Italia potrebbe essere rilevante ai fini della dichiarazione. Chi ha obblighi dichiarativi in entrambi i Paesi deve anche considerare se i beni ereditati all’estero rientrano negli obblighi di monitoraggio fiscale: in Spagna, i residenti che detengono beni all’estero superiori a certe soglie hanno obblighi specifici, descritti nell’articolo sul modelo 720 per dichiarare i beni esteri.

Cosa fare adesso, in modo concreto

Se stai pianificando in anticipo — che è la situazione ideale — i passi essenziali sono tre. Primo: verifica dove hai la residenza abituale e se coincide con la tua residenza fiscale. Non sempre i due concetti si sovrappongono perfettamente; per chiarirlo, l’articolo sulla residenza fiscale in Spagna ti dà una base solida. Secondo: valuta se ti conviene esercitare la scelta della legge applicabile nel testamento — soprattutto se hai beni significativi in Italia e vuoi che si applichi la normativa italiana. Terzo: fai redigere il testamento da un notaio che abbia familiarità con le successioni internazionali, o almeno consultane uno in entrambi i Paesi.

Se invece stai già gestendo una successione aperta, la priorità è raccogliere la documentazione sull’erede e sui beni in ciascun Paese, richiedere il Certificato Successorio Europeo se utile, e capire quali passaggi fiscali sono richiesti da ciascuna amministrazione. Il rischio maggiore non è la complessità in sé, ma affrontarla senza una guida che conosca entrambi i sistemi.

Se hai dubbi specifici su un caso concreto — tuoi beni in Spagna, eredi in Italia, o viceversa — il punto di partenza più efficace è una consulenza con un abogado o un gestor specializzato in diritto internazionale delle successioni. È il passaggio che in questi anni ho visto fare troppo tardi a molti italiani che avrebbero potuto risparmiare tempo, soldi e conflitti familiari con un po’ di pianificazione anticipata. Puoi anche verificare se il tuo Comune di residenza in Spagna offre servizi di orientamento, oppure rivolgerti direttamente al consolato italiano come residente europeo per capire a quali supporti hai diritto.

Sono italiano residente in Spagna da anni: se muoio senza testamento, si applica la legge italiana o quella spagnola?

Se al momento del decesso la tua residenza abituale è in Spagna, si applica in linea generale la legge spagnola, indipendentemente dalla tua cittadinanza italiana. Questo significa che le quote ereditarie seguiranno le regole spagnole, inclusa la legítima, che può differire dalla quota legittima prevista dal diritto italiano. Per evitare sorprese agli eredi, la soluzione più efficace è redigere un testamento in cui scegli esplicitamente l’applicazione della legge italiana, come consente il Regolamento europeo 650/2012. Questa scelta deve essere fatta per iscritto e in anticipo: non è possibile farla dopo l’apertura della successione.

Mio padre, cittadino italiano, è morto in Spagna lasciando un appartamento a Madrid e dei risparmi in Italia. Come funziona la pratica ereditaria?

Poiché la residenza abituale era in Spagna, la successione si apre lì: dovrai rivolgerti a un notaio spagnolo per avviare la pratica e accertare gli eredi. Per i beni in Italia, però, sarà comunque necessario un passaggio formale con le autorità italiane, perché i conti bancari e gli immobili italiani devono essere trasferiti secondo le procedure locali. Uno strumento molto utile in questo caso è il Certificato Successorio Europeo, che attesta chi sono gli eredi ed è riconosciuto automaticamente in tutti i Paesi UE, evitando di dover ripetere l’accertamento da capo in ciascun Paese. Ti conviene affidarti a un professionista che conosca entrambi i sistemi, perché gestire i due procedimenti in parallelo richiede coordinamento e documentazione precisa.

Rischio di pagare le imposte di successione sia in Italia che in Spagna sugli stessi beni?

Sì, il rischio di doppia imposizione è reale, perché le imposte di successione non sono armonizzate a livello europeo e ogni Paese applica le proprie regole in modo indipendente. Esistono meccanismi per ridurre o evitare la doppia tassazione, ma non scattano in modo automatico e dipendono dalla situazione specifica dei beni e degli eredi. In Spagna, inoltre, l’imposta sulle successioni varia da una comunità autonoma all’altra: la Comunidad de Madrid, per esempio, ha un regime molto favorevole per i parenti diretti, mentre altre regioni applicano aliquote più alte. Per questo è quasi sempre necessario il supporto di un professionista specializzato in fiscalità internazionale, che possa valutare la tua situazione concreta e applicare correttamente i meccanismi di riduzione disponibili.

Cos’è il Certificato Successorio Europeo e come si ottiene?

Il Certificato Successorio Europeo è un documento ufficiale introdotto dal Regolamento UE 650/2012 che certifica la qualità di erede, legatario o esecutore testamentario ed è riconosciuto automaticamente in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea. Viene rilasciato dall’autorità competente del Paese in cui si apre la successione, che in genere è il notaio o il tribunale del luogo di residenza abituale del defunto. Il suo scopo principale è evitare che gli eredi debbano ripetere l’intera procedura di accertamento in ogni Paese dove esistono beni: basta presentare il certificato alle autorità locali per dimostrare la propria qualità di erede. Non sostituisce però i passaggi amministrativi locali, come la registrazione di un immobile nel Registro de la Propiedad spagnolo, che devono comunque essere completati nel Paese in cui si trova il bene.

Ho un immobile in Spagna ma vivo in Italia: devo fare qualcosa adesso per tutelare i miei eredi?

Sì, pianificare in anticipo è la scelta più conveniente, sia in termini economici che di semplificazione per i tuoi eredi. Se la tua residenza abituale è in Italia, alla tua morte si applicherà in linea di principio la legge italiana, ma l’immobile in Spagna richiederà comunque un passaggio formale davanti alle autorità spagnole per il trasferimento di proprietà. Redigere un testamento che sia valido e riconoscibile in entrambi i Paesi — idealmente con il supporto di un notaio esperto in successioni internazionali — evita lungaggini e possibili conflitti tra eredi. Vale anche la pena verificare le implicazioni fiscali in Spagna rispetto alla comunità autonoma in cui si trova l’immobile, perché le aliquote e le franchigie variano significativamente da regione a regione.

Avviso importante: le informazioni di questo articolo hanno valore orientativo e non potranno mai sostituire la consulenza di un professionista. La normativa spagnola cambia spesso e la sua applicazione dipende dalla situazione di ciascuno. Prima di prendere decisioni su documenti, fisco, lavoro o residenza, rivolgiti a un gestor, un avvocato o un commercialista.

Erick Canale

inSpagna è un progetto di

Erick Canale

Ingegnere, nato a Cuneo, vive in Spagna da oltre 22 anni : dopo 14 anni vissuti a Barcellona, dal 2018 vive e lavora a Madrid. Dopo un percorso da funizonario in una importante multinazionale italiana, da quindici anni dirige JEZZ Media, Agenzia di Comunicazione e Marketing con sede nella capitale spagnola.

La burocrazia spagnola l'ha attraversata tutta, di persona. Da dipendente prima, da imprenditore autonomo oggi.