Burocrazia e fisco

Il testamento e la successione vivendo in Spagna

Hai comprato casa a Barcellona, hai un conto bancario spagnolo, magari un’attività avviata. Poi un giorno ti fermi a pensare: se succedesse qualcosa, cosa erede il tuo patrimonio? Chi decide come vanno le tue cose? E soprattutto — le regole italiane che conosci si applicano ancora, o sei entrato in un sistema completamente diverso? La successione è uno di quei temi che quasi tutti rimandano, finché non è troppo tardi per rimandarlo.

documents signing pen desk
Foto di cottonbro studio su Pexels

Due Paesi, due sistemi: da dove iniziare

In Italia sei cresciuto con l’idea della legittima: una quota del patrimonio che la legge riserva ai figli, al coniuge, ai genitori. Non puoi diseredarli, anche se vuoi. Il testamento esiste, ma opera dentro questi paletti rigidi. Il notaio è centrale, il registro dei testamenti è nazionale, tutto gira intorno all’asse ereditario.

In Spagna il sistema funziona in modo simile per i principi fondamentali — esiste anche qui una quota riservata agli eredi legittimi, la cosiddetta legítima — ma le regole concrete, le percentuali, i documenti e soprattutto le competenze territoriali cambiano in modo significativo. E c’è un elemento che complica tutto per chi vive all’estero: quale legge si applica, quella italiana o quella spagnola?

Il Regolamento europeo sulle successioni

Dal 2015 è in vigore in tutta l’Unione Europea il Regolamento UE n. 650/2012, meglio conosciuto come Regolamento europeo sulle successioni. Questa è probabilmente la cosa più importante da capire se vivi in Spagna e hai beni o familiari in Italia.

Il principio base è questo: la legge che si applica alla tua successione è quella del Paese in cui risiedevi abitualmente al momento della morte. Se risiedi in Spagna, si applica il diritto spagnolo — salvo una scelta esplicita diversa.

Tuttavia il regolamento ti dà una facoltà importante: puoi scegliere, nel tuo testamento, che si applichi la legge del tuo Paese di cittadinanza. Sei italiano? Puoi scegliere esplicitamente che la tua successione sia regolata dal diritto italiano, anche se muori residente in Spagna. Questa scelta va fatta per iscritto, idealmente nel testamento stesso. Se non la fai, si applica automaticamente la legge spagnola.

Questo cambia molto, e per molti italiani è una sorpresa. Prima di fare qualsiasi cosa — o di non fare nulla — è il momento di capire bene cosa significa essere residente in Spagna anche agli occhi della legge, non solo sul piano fiscale.

Il testamento in Spagna: come funziona

In Spagna il testamento più comune è il testamento abierto, quello redatto davanti a un notaio (notario). Il notaio lo redige, tu lo firmi alla sua presenza, e lui lo registra nel Registro General de Actos de Última Voluntad, il registro centrale spagnolo dei testamenti. In caso di decesso, chiunque abbia interesse può verificare l’esistenza di un testamento richiedendo un certificato a questo registro.

Esiste anche il testamento ológrafo — scritto a mano, datato e firmato — ma richiede una procedura di validazione successiva e offre meno garanzie pratiche. Per chi vive stabilmente in Spagna, il testamento notarile è quasi sempre la scelta più sicura.

Cosa può contenere il testamento spagnolo? Puoi disporre liberamente della tua quota disponibile, nominare un erede universale, lasciare legati specifici, indicare un esecutore testamentario. Ma devi rispettare la legítima: una quota che la legge riserva ai figli (e in certi casi al coniuge). La percentuale esatta e le modalità dipendono dalla comunità autonoma in cui risiedi — Catalogna, Paesi Baschi, Navarra hanno normative proprie che si discostano dalla legge statale. Qui entra in gioco la necessità di un professionista locale che conosca la normativa della tua regione.

Cosa succede se hai un testamento italiano

Se hai già fatto un testamento in Italia prima di trasferirti, non è automaticamente invalido in Spagna. Il Regolamento europeo riconosce i testamenti redatti secondo le forme previste dalla legge dello Stato in cui sono stati redatti. Però devi verificare che il contenuto sia compatibile con la legge che si applicherà alla tua successione — quella spagnola, se non hai fatto una scelta di legge.

In pratica: potresti avere un testamento formalmente valido ma con disposizioni che in Spagna non possono essere rispettate perché violano la legítima spagnola, oppure perché la quota disponibile è diversa. Il consiglio — e qui non ci sono scorciatoie — è di far revisionare il tuo testamento italiano da un notaio o avvocato con competenza in diritto internazionale privato, possibilmente con esperienza in successioni italo-spagnole.

L’imposta di successione in Spagna

In Italia l’imposta di successione esiste ma, per molte famiglie, ha franchigie abbastanza elevate che la rendono poco pesante nella pratica. In Spagna la situazione è più complessa, e il carico fiscale dipende enormemente dalla comunità autonoma in cui risiede il defunto o dove si trovano i beni.

Esistono comunità autonome che hanno ridotto drasticamente o quasi azzerato l’imposta per gli eredi diretti, e altre in cui può ancora essere significativa. Non è possibile dare cifre generali che abbiano senso: la variabile territoriale è determinante. Quello che puoi fare è farti una prima idea contattando un gestor o un avvocato fiscalista della tua zona.

C’è poi la questione dei beni in Italia: se muori residente in Spagna ma hai immobili o conti in Italia, quei beni rientrano comunque nell’asse ereditario e potrebbero essere soggetti anche alla fiscalità italiana. La convenzione contro la doppia imposizione tra Italia e Spagna riguarda principalmente i redditi, non le successioni — quindi in questo ambito il rischio di una doppia tassazione va analizzato caso per caso.

Il ruolo del NIE e della documentazione

Nella pratica successoria, quando gli eredi devono accettare o rinunciare all’eredità in Spagna, avranno bisogno di identificarsi con documenti validi. Se gli eredi sono italiani residenti in Italia, dovranno quasi certamente ottenere un NIE — il numero identificativo straniero spagnolo — per poter compiere qualsiasi atto notarile o fiscale in Spagna. È un passaggio che molti scoprono solo nel momento più difficile, quando l’urgenza è massima e i tempi burocratici sembrano impossibili.

Per chi non lo conosce ancora, il NIE è il documento che identifica uno straniero in Spagna in ogni rapporto con le autorità e i notai. Senza, non si va da nessuna parte.

La declaración de herederos e l’accettazione dell’eredità

Quando una persona muore in Spagna, la procedura per gli eredi parte dalla verifica dell’esistenza di un testamento. Se c’è un testamento, il notaio lo recupera dal registro e si procede all’escritura de aceptación de herencia, l’atto notarile con cui gli eredi accettano formalmente l’eredità e viene fatta la divisione dei beni.

Se non c’è testamento, serve prima una declaración de herederos — una procedura notarile (o, in certi casi, giudiziaria) per stabilire chi sono i legittimi eredi. È più lunga e più costosa, e in situazioni internazionali — eredi italiani, beni in due Paesi — può diventare davvero complicata.

Una volta accettata l’eredità, gli eredi hanno un termine — verificalo sempre con un professionista perché varia — per presentare e pagare l’imposta di successione. Superare il termine porta sanzioni, e in Spagna questo aspetto viene seguito con meno flessibilità di quanto gli italiani tendono ad aspettarsi.

Cosa fare adesso, concretamente

Se vivi in Spagna e non hai ancora fatto un testamento qui, il primo passo è semplice: prendere un appuntamento con un notaio spagnolo. Prima dell’appuntamento, conviene avere le idee chiare su due cose: chi vuoi nominare come erede (o eredi), e se vuoi scegliere che si applichi la legge italiana invece di quella spagnola.

Se hai già un testamento italiano, non darlo per buono senza farlo rivedere. Le regole cambiate dalla tua partenza — e il solo fatto di vivere in Spagna — potrebbero renderlo meno efficace di quanto pensi. In questi anni ho visto molte famiglie trovarsi a gestire situazioni complesse non perché mancasse la volontà di organizzarsi, ma perché si pensava che “ci sarebbe stato tempo”.

Vale anche la pena capire se hai beni rilevanti in Italia — immobili, conti, quote societarie — perché in quel caso la pianificazione successoria tocca entrambi i Paesi e richiede un coordinamento tra un professionista italiano e uno spagnolo. Se stai gestendo anche il tema della dichiarazione dei beni esteri, è il momento giusto per mettere ordine nell’insieme.

E se stai ancora sistemando la tua posizione burocratica di base — residenza, certificati, accesso ai servizi pubblici — può essere utile sapere come richiedere un certificato di residenza, che in molte procedure notarili ti verrà chiesto come documento di supporto.

Il testamento non è un documento per anziani: è uno strumento per chiunque abbia qualcosa da lasciare e si preoccupi di chi resta. Farlo adesso, con calma e con le informazioni giuste, è il modo migliore per evitare che siano gli altri a decidere al posto tuo.

Se vivo in Spagna ma sono cittadino italiano, quale legge si applica alla mia successione?

Per il Regolamento UE n. 650/2012, in vigore dal 2015, si applica automaticamente la legge del Paese in cui risiedi abitualmente al momento della morte, quindi la legge spagnola. Tuttavia hai la possibilità di scegliere esplicitamente, nel tuo testamento, che si applichi invece la legge italiana in quanto tuo Paese di cittadinanza. Questa scelta deve essere fatta per iscritto, preferibilmente all’interno del testamento stesso, e non vale se non la dichiari espressamente. Se non fai nulla, si applica il diritto spagnolo con tutte le sue regole, comprese quelle sulla legítima.

Ho già fatto un testamento in Italia prima di trasferirmi in Spagna: è ancora valido?

Il testamento italiano non è automaticamente invalido in Spagna, perché il Regolamento europeo riconosce i testamenti redatti secondo le forme previste dalla legge del Paese in cui sono stati redatti. Il problema può nascere sul piano del contenuto: se le disposizioni che hai scritto non rispettano la legítima spagnola o si scontrano con le norme locali, potrebbero non essere applicabili. È fortemente consigliato far revisionare il documento da un notaio o avvocato con competenza in diritto internazionale privato e in successioni italo-spagnole. Non dare per scontato che tutto sia ancora in ordine solo perché il testamento esiste.

Mio padre è morto in Spagna e io sono erede ma vivo in Italia: cosa devo fare per accettare l’eredità?

Prima di tutto dovrai verificare l’esistenza di un testamento attraverso il Registro General de Actos de Última Voluntad spagnolo, e poi procedere con l’escritura de aceptación de herencia davanti a un notaio spagnolo. Per compiere qualsiasi atto notarile o fiscale in Spagna avrai quasi certamente bisogno del NIE, il numero identificativo straniero spagnolo, senza il quale non puoi firmare nulla davanti alle autorità locali. Una volta accettata l’eredità, devi rispettare i termini previsti per il pagamento dell’imposta di successione, perché i ritardi comportano sanzioni. Affidarsi subito a un professionista in Spagna ti evita di perdere tempo prezioso in un momento già difficile.

Quanto si paga di imposta di successione in Spagna per gli eredi diretti?

Non esiste una risposta unica valida per tutta la Spagna, perché l’imposta di successione è gestita dalle singole comunità autonome e varia in modo molto significativo da regione a regione. Alcune comunità, come Madrid, hanno ridotto drasticamente o quasi azzerato l’imposta per gli eredi diretti come figli e coniuge, mentre in altre può ancora essere rilevante. Se hai beni anche in Italia, bisogna considerare anche la possibile tassazione italiana su quegli immobili o conti, ricordando che la convenzione contro la doppia imposizione tra Italia e Spagna riguarda principalmente i redditi e non le successioni. Il consiglio è di consultare un gestor o un avvocato fiscalista della zona in cui risiedevi.

È meglio fare un testamento in Spagna anche se ho già beni e familiari in Italia?

Sì, fare un testamento notarile in Spagna è quasi sempre consigliato se risiedi stabilmente nel Paese, indipendentemente da dove si trovino i tuoi beni. Il testamento spagnolo viene registrato automaticamente nel registro centrale e risulta facilmente rintracciabile dagli eredi al momento del decesso, semplificando molto la procedura. Se hai beni rilevanti anche in Italia, la pianificazione successoria riguarda entrambi i Paesi e richiede un coordinamento tra un professionista italiano e uno spagnolo. Nel testamento spagnolo puoi anche inserire la scelta di legge per optare per il diritto italiano, il che può fare una differenza importante nella tutela dei tuoi eredi.

Avviso importante: le informazioni di questo articolo hanno valore orientativo e non potranno mai sostituire la consulenza di un professionista. La normativa spagnola cambia spesso e la sua applicazione dipende dalla situazione di ciascuno. Prima di prendere decisioni su documenti, fisco, lavoro o residenza, rivolgiti a un gestor, un avvocato o un commercialista.

Erick Canale

inSpagna è un progetto di

Erick Canale

Ingegnere, nato a Cuneo, vive in Spagna da oltre 22 anni : dopo 14 anni vissuti a Barcellona, dal 2018 vive e lavora a Madrid. Dopo un percorso da funizonario in una importante multinazionale italiana, da quindici anni dirige JEZZ Media, Agenzia di Comunicazione e Marketing con sede nella capitale spagnola.

La burocrazia spagnola l'ha attraversata tutta, di persona. Da dipendente prima, da imprenditore autonomo oggi.