Burocrazia e fisco

Il modelo 720: dichiarare i beni all’estero

Hai conti bancari in Italia, un appartamento a nome tuo, magari dei fondi d’investimento o una polizza vita. Ti sei trasferito in Spagna, sei diventato residente fiscale spagnolo — e a un certo punto qualcuno ti dice che devi “dichiarare i beni all’estero”. Il modelo 720 è esattamente questo: la dichiarazione informativa con cui i residenti fiscali in Spagna comunicano all’Agencia Tributaria i beni e i diritti che possiedono fuori dal Paese. Non è un’imposta. Non paghi nulla direttamente compilandola. Ma ignorarla può costarti molto caro.

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Foto di Tima Miroshnichenko su Pexels

Cos’è il modelo 720 e a chi si applica

Il 720 è una dichiarazione informativa: non genera di per sé un debito fiscale, ma informa il fisco spagnolo su cosa possiedi oltre confine. L’obbligo scatta se sei residente fiscale in Spagna e superi determinate soglie di valore su almeno una delle tre categorie di beni previste dalla norma.

Le tre categorie sono:

  • Conti correnti e depositi bancari aperti presso istituti esteri
  • Valori mobiliari: azioni, obbligazioni, fondi d’investimento, polizze vita o invalidità, rendite, diritti reali su beni mobili
  • Beni immobili situati fuori dalla Spagna, o diritti reali su di essi

La soglia è di 50.000 euro per categoria. Se il valore totale dei tuoi conti bancari esteri supera i 50.000 euro, sei obbligato a dichiararlo. Lo stesso vale separatamente per gli investimenti finanziari e per gli immobili. Le tre categorie funzionano in modo indipendente: puoi essere obbligato a dichiarare una sola categoria, due o tutte e tre, a seconda della tua situazione patrimoniale.

Un esempio concreto: hai un conto in Italia con 30.000 euro, un appartamento ereditato dai tuoi genitori del valore catastale di 80.000 euro e nessun investimento finanziario rilevante. In questo caso, l’immobile supera la soglia e devi presentare il 720 per quella categoria, anche se i conti non la raggiungono.

Quando si presenta e quando no

Il modelo 720 si presenta una volta sola per la prima dichiarazione — e poi solo negli anni successivi in cui si verifica una variazione significativa. Per “variazione significativa” si intende un incremento o decremento superiore ai 20.000 euro rispetto all’ultimo valore dichiarato in una categoria. Se i tuoi beni restano sostanzialmente stabili da un anno all’altro, non devi ripresentarlo.

Il periodo di presentazione è solitamente il primo trimestre dell’anno, per i beni detenuti al 31 dicembre dell’anno precedente. Anche qui, prima di procedere, è utile verificare le scadenze aggiornate direttamente sul sito dell’Agencia Tributaria o affidarsi a un gestor fiscale: le date possono variare e presentare fuori termine comporta sanzioni.

Come funziona in Italia e cosa cambia in Spagna

In Italia esiste uno strumento simile: il quadro RW della dichiarazione dei redditi, che serve appunto a dichiarare le attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero. Se hai già compilato un modello UNICO o un 730 con il quadro RW, l’idea di base ti è familiare.

In Spagna il 720 è un modulo separato, non integrato nella dichiarazione dei redditi (la Renta), e si presenta tramite la Sede Electrónica dell’Agencia Tributaria — il portale digitale del fisco spagnolo, che richiede un certificato digitale o cl@ve per accedere. Una differenza rilevante rispetto all’Italia è che il 720 è esclusivamente informativo: non calcola imposte da pagare. Sono altre dichiarazioni a farlo, eventualmente, se quei beni generano redditi imponibili in Spagna.

Le sanzioni: perché non vale la pena ignorarlo

Qui si apre il capitolo più delicato, e vale la pena capirlo bene. Per anni il regime sanzionatorio del modelo 720 è stato durissimo — tra i più severi in Europa per questo tipo di obbligo informativo. Nel 2022 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che alcune delle sanzioni originarie erano sproporzionate e in contrasto con il diritto comunitario, e la Spagna ha dovuto adeguarsi, rivedendo la normativa.

Questo non significa che le sanzioni siano sparite. Significa che il regime è cambiato. Omettere la dichiarazione o presentarla in ritardo comporta comunque sanzioni pecuniarie. L’entità dipende dal tipo di infrazione, dal numero di dati mancanti e dal momento in cui si regolarizza la situazione. Per conoscere le sanzioni aggiornate — e capire se una tua situazione pregressa vada regolarizzata — è indispensabile consultare un commercialista o un gestor fiscale aggiornato sulla normativa vigente. Non fidarti di informazioni datate su questo punto: è cambiato tutto nel giro di pochi anni.

Come si presenta il modelo 720

La presentazione avviene esclusivamente per via telematica, attraverso la Sede Electrónica dell’Agencia Tributaria. Hai bisogno di:

  • Un NIE valido e la tua registrazione nel sistema dell’Agencia Tributaria
  • Un certificado digital (firma digitale riconosciuta) o le credenziali cl@ve
  • I dati precisi dei beni da dichiarare: saldo al 31 dicembre per i conti, valore di acquisizione o catastale per gli immobili, valorizzazione per gli strumenti finanziari

Raccogliere tutti i dati è spesso la parte più lunga del processo. Per i conti bancari italiani puoi richiedere alla tua banca un’attestazione del saldo al 31 dicembre. Per gli immobili, il valore da indicare dipende dal titolo di possesso — acquisto, eredità, donazione — e dal tipo di diritto che detieni. Per i fondi e le polizze, serve il valore di mercato alla data di riferimento.

In questi anni ho visto tanti italiani trasferiti in Spagna scoprire l’obbligo del 720 solo al momento della prima Renta, spesso dopo aver già saltato uno o due anni di dichiarazione. Prima ti informi, meno problemi accumuli. Non è una di quelle cose che si può rimandare a tempo indeterminato.

Casi particolari che vale la pena considerare

Alcune situazioni ricorrenti tra gli italiani trasferiti in Spagna:

L’immobile ereditato in Italia. Se hai ricevuto un immobile in eredità dopo essere diventato residente fiscale in Spagna, verifica subito il valore del bene. Potrebbe superare la soglia dei 50.000 euro e rendere obbligatoria la dichiarazione nell’anno successivo alla successione.

Il conto cointestato. Per i conti condivisi, il valore da considerare ai fini del 720 è generalmente la quota che ti compete. Ma le regole di calcolo possono variare: anche qui, meglio non improvvisare.

I fondi pensione italiani. Alcuni strumenti previdenziali italiani rientrano nella categoria dei valori mobiliari e possono richiedere dichiarazione. Dipende dalla natura del fondo e da come è classificato. Un gestor con esperienza nel trattare clienti italiani sa risponderti in modo preciso.

Il conto corrente di appoggio in Italia. Moltissimi italiani trasferiti in Spagna mantengono un conto in Italia per gestire pagamenti locali, utenze, o semplicemente per comodità. Se il saldo medio — non solo il saldo a fine anno, ma la media del quarto trimestre, a seconda del metodo di calcolo applicabile — supera la soglia, l’obbligo scatta. Tienilo presente quando valuti se tenere liquidità sul conto italiano.

Cosa fare se non l’hai mai presentato

Se sei residente fiscale in Spagna da qualche anno e non hai mai sentito parlare del 720, il primo passo è capire se eri obbligato a presentarlo e per quali anni. Non si tratta di fare finta di niente e sperare che nessuno se ne accorga: l’Agencia Tributaria incrocia i dati con le informazioni che riceve dalle autorità fiscali europee grazie agli accordi di scambio automatico di informazioni. I dati sui conti esteri dei residenti spagnoli arrivano già in modo sistematico.

Se ti trovi in questa situazione, la mossa giusta è rivolgerti subito a un gestor fiscale — possibilmente uno con esperienza specifica con clienti italiani e con il 720. Una regolarizzazione volontaria gestita bene è quasi sempre meno costosa di un accertamento subìto. Non aspettare.

Il modelo 720 è uno di quei temi che sembrano tecnici e lontani finché non ti riguardano — e poi diventano urgenti. Se hai beni in Italia e sei residente fiscale in Spagna, il momento di verificare la tua situazione è adesso: raccogli i valori aggiornati dei tuoi beni, parla con un gestor e chiarisci se sei obbligato a presentarlo. Meglio una mezz’ora di lavoro preventivo che una sorpresa spiacevole.