Aprire un’attività online dalla Spagna è perfettamente possibile e, per molti professionisti italiani, è diventato il modello di lavoro più naturale dopo il trasferimento. La struttura burocratica è quella dell’autónomo — il lavoratore autonomo spagnolo — con qualche attenzione in più legata alla natura digitale del business e, spesso, ai clienti che restano in Italia.

In Italia sei abituato alla Partita IVA: la apri, scegli il regime fiscale (spesso il forfettario se sei agli inizi), e sei operativo. In Spagna il meccanismo è simile nella sostanza ma diverso nella forma. L’equivalente della Partita IVA è l’alta come autónomo, e si fa tramite la Agencia Tributaria e la Seguridad Social. Non esiste una “apertura” separata: sono due registrazioni che si fanno in parallelo, e da quel momento sei ufficialmente autonomo.
Come si apre un’attività online in Spagna: i passaggi fondamentali
Prima di qualsiasi altra cosa, ti servono due documenti: il NIE (Número de Identificación de Extranjero) e l’empadronamiento, cioè la registrazione al comune di residenza. Senza questi due passaggi non puoi procedere. Il NIE è il tuo identificativo fiscale in Spagna — non è il tuo codice fiscale definitivo, ma è quello che userai per quasi tutte le pratiche fino a quando non ottieni la residenza piena.
Una volta in regola con NIE ed empadronamiento, i passi per aprire l’attività sono questi:
- Scegliere l’epígrafe IAE, cioè il codice attività che descrive quello che fai. Per le attività online ci sono codici specifici per consulenza, marketing, sviluppo software, commercio elettronico e molte altre categorie. Sceglierlo bene non è banale: vale la pena ragionarci, perché definisce la tua posizione fiscale. Trovi una guida dedicata su come scegliere il codice attività se hai dubbi su quale sia quello giusto per te.
- Presentare il Modelo 036 o 037 alla Agencia Tributaria per l’iscrizione al censimento fiscale.
- Iscriversi alla Seguridad Social come autónomo tramite il Modelo TA.0521.
Da quel momento paghi una quota mensile alla Seguridad Social che dipende dai tuoi redditi previsti — e che puoi modificare nel corso dell’anno se le entrate cambiano. Questo è uno degli aspetti più diversi rispetto all’Italia: il sistema spagnolo si basa sui redditi reali, non su una quota fissa uguale per tutti.
Devo vivere in Spagna per aprire un’attività online qui?
Sì. Per registrarti come autónomo in Spagna devi avere la residenza fiscale in Spagna. Non puoi semplicemente “aprire un’attività spagnola” restando fiscalmente in Italia: quello sarebbe un errore con conseguenze serie su entrambi i fronti. La residenza fiscale si determina in base a dove passi più di 183 giorni l’anno, dove hai il centro dei tuoi interessi economici e dove vive la tua famiglia. Se ti sei trasferito davvero in Spagna, in genere le condizioni sono soddisfatte — ma è sempre il caso di verificarlo con un gestor o un commercialista che conosca bene la convenzione contro la doppia imposizione tra Italia e Spagna.
Una volta che sei residente, hai anche tutti i diritti: accesso al sistema sanitario pubblico, contributi che contano per la pensione spagnola, e la possibilità di accedere agli incentivi previsti per chi inizia.
Lavorare online con clienti italiani: cosa cambia sulla fatturazione?
Questa è la domanda che fanno quasi tutti gli italiani che aprono un’attività online dalla Spagna. E ha senso: spesso il business non cambia, cambiano solo i confini geografici tra te e i tuoi clienti.
Se i tuoi clienti sono privati italiani (persone fisiche), le regole IVA seguono quelle del paese del fornitore — quindi applichi l’IVA spagnola. Se invece lavori con aziende o Partite IVA italiane, entri nel meccanismo del reverse charge intracomunitario: emetti fattura senza IVA, e il cliente italiano la integra dalla sua parte. È uno schema consolidato, ma va applicato correttamente con le diciture giuste in fattura. Se vuoi approfondire il meccanismo, c’è un articolo dedicato a come funziona il reverse charge con l’Italia.
Un caso a parte riguarda i clienti italiani che sono consumatori finali e acquistano servizi digitali: qui entrano in gioco le regole OSS (One Stop Shop) dell’UE. Se superi determinate soglie di fatturato verso privati di altri paesi UE, potresti dover gestire l’IVA in modo diverso. È un’area tecnica: non improvvisare, affidarti a un gestor è la scelta giusta.
Esiste qualcosa di simile al regime forfettario italiano?
È la domanda che mi fanno più spesso gli italiani che si avvicinano al sistema spagnolo. La risposta breve è: no, non esiste un equivalente diretto. Il regime forfettario italiano — con la sua flat tax e la gestione semplificata — non ha un corrispondente preciso in Spagna. L’IRPF spagnolo (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) è progressivo e si applica per scaglioni. Puoi però dedurre le spese legate all’attività, e questo può fare una differenza significativa rispetto a un sistema a forfait. Se vuoi capire meglio le differenze, questo articolo sul regime forfettario in Spagna chiarisce cosa esiste davvero e cosa no.
Esiste invece un incentivo concreto per chi inizia: la tarifa plana, che permette di pagare una quota ridotta alla Seguridad Social nei primi mesi di attività. Le condizioni e l’importo esatto dipendono dalla normativa vigente e vanno verificati al momento dell’apertura, ma è un vantaggio reale per chi parte da zero. Trovi i dettagli aggiornati nell’articolo dedicato a gli sconti per chi inizia come autónomo.
Cosa tenere sotto controllo una volta aperta l’attività
Un’attività online richiede gli stessi adempimenti di qualsiasi autónomo spagnolo. La principale differenza è che devi stare attento alla dimensione internazionale: clienti esteri, fatturazione in valuta diversa, eventuale IVA di altri paesi.
Sul fronte fiscale ordinario, dovrai:
- Presentare le dichiarazioni trimestrali IVA (Modelo 303) e il riepilogo annuale.
- Presentare le dichiarazioni trimestrali IRPF (Modelo 130) con gli acconti sull’imposta sul reddito.
- Fare la dichiarazione annuale dei redditi (la renta).
- Se hai clienti UE con Partita IVA, presentare il Modelo 349, il riepilogo delle operazioni intracomunitarie.
La contabilità non va improvvisata, soprattutto quando ci sono clienti esteri di mezzo. Un gestor — la figura più vicina al commercialista italiano, ma con competenze fiscali più operative — ti toglie dall’impiccio e ti evita errori che costano. Il costo mensile di un buon gestor è spesso inferiore a quello di una singola sanzione.
Se invece vuoi capire dove sta il confine tra quello che puoi gestire da solo e quello che conviene delegare, vale la pena ragionarci bene: i pro e contro del fare da solo dipendono molto dalla complessità della tua situazione specifica.
Un’ultima cosa che spesso si sottovaluta: le spese deducibili per un’attività online possono essere significative — abbonamenti software, attrezzatura, una quota dell’affitto se lavori da casa, viaggi di lavoro. Tenerle tutte tracciate dall’inizio, con fatture intestate alla tua attività, è un abitudine che conviene costruire subito. Il primo passo concreto è fissare un appuntamento con un gestor prima ancora di aprire l’attività: ti aiuta a strutturare tutto nel modo giusto fin dall’inizio, senza dover correggere dopo.
Posso aprire un’attività online in Spagna mantenendo la residenza fiscale in Italia?
No, non è possibile farlo correttamente. Per registrarti come autónomo in Spagna devi avere la residenza fiscale spagnola, che si acquisisce quando trascorri più di 183 giorni l’anno nel paese o quando il centro dei tuoi interessi economici si trova lì. Tentare di aprire un’attività spagnola restando fiscalmente in Italia crea una situazione irregolare con conseguenze serie su entrambi i fronti. Se ti sei trasferito davvero, le condizioni sono in genere soddisfatte, ma vale sempre la pena verificarlo con un gestor esperto.
Come devo fatturare ai miei clienti italiani con Partita IVA ora che lavoro dalla Spagna?
Quando emetti una fattura verso un’azienda o una Partita IVA italiana, si applica il meccanismo del reverse charge intracomunitario. In pratica emetti la fattura senza IVA, e sarà il tuo cliente italiano ad integrarla dalla sua parte secondo le regole italiane. È uno schema consolidato nel commercio tra paesi UE, ma è fondamentale usare le diciture corrette in fattura per evitare contestazioni. Affidarti a un gestor per impostare bene il modello di fattura fin dall’inizio è la scelta più sicura.
Quali documenti mi servono prima di poter aprire un’attività come autónomo in Spagna?
I due documenti indispensabili prima di qualsiasi altra procedura sono il NIE, cioè il Número de Identificación de Extranjero, e l’empadronamiento, la registrazione anagrafica presso il comune in cui risiedi. Senza questi due passaggi non puoi procedere né con la registrazione alla Agencia Tributaria né con l’iscrizione alla Seguridad Social. Solo una volta in regola con entrambi puoi scegliere il tuo epígrafe IAE e completare le pratiche di apertura dell’attività.
Quanto si paga alla Seguridad Social ogni mese come autónomo in Spagna?
A differenza dell’Italia, dove la contribuzione era storicamente una quota fissa uguale per tutti, in Spagna il sistema si basa sui redditi reali previsti. La quota mensile varia quindi in base a quanto guadagni e puoi aggiornarla nel corso dell’anno se le tue entrate cambiano. Chi inizia l’attività per la prima volta può beneficiare della tarifa plana, un incentivo che permette di pagare una quota ridotta nei primi mesi. Le condizioni esatte della tarifa plana vanno verificate al momento dell’apertura perché la normativa può variare.
In Spagna esiste qualcosa di simile al regime forfettario italiano con la flat tax?
No, non esiste un equivalente diretto del regime forfettario italiano. In Spagna l’imposta sul reddito delle persone fisiche, chiamata IRPF, è progressiva e si applica per scaglioni come avviene con la tassazione ordinaria italiana. La differenza concreta è che puoi dedurre le spese legate alla tua attività, come software, attrezzatura o una quota dell’affitto se lavori da casa, e questo può ridurre sensibilmente il reddito imponibile. Tenere traccia di tutte le spese deducibili fin dal primo giorno, con fatture intestate alla tua attività, è quindi un abitudine molto conveniente.
Avviso importante: le informazioni di questo articolo hanno valore orientativo e non potranno mai sostituire la consulenza di un professionista. La normativa spagnola cambia spesso e la sua applicazione dipende dalla situazione di ciascuno. Prima di prendere decisioni su documenti, fisco, lavoro o residenza, rivolgiti a un gestor, un avvocato o un commercialista.
inSpagna è un progetto di
Erick Canale
Ingegnere, nato a Cuneo, vive in Spagna da oltre 22 anni : dopo 14 anni vissuti a Barcellona, dal 2018 vive e lavora a Madrid. Dopo un percorso da funizonario in una importante multinazionale italiana, da quindici anni dirige JEZZ Media, Agenzia di Comunicazione e Marketing con sede nella capitale spagnola.
La burocrazia spagnola l'ha attraversata tutta, di persona. Da dipendente prima, da imprenditore autonomo oggi.
