Il regime forfettario spagnolo non esiste, almeno non come lo conosci in Italia. Se sei abituato alla flat tax al 15% (o al 5% nei primi anni), con le spese dedotte in modo automatico tramite coefficienti e nessuna contabilità analitica da tenere, sappi che in Spagna il sistema funziona in modo sostanzialmente diverso. Detto questo, esistono regimi semplificati e agevolazioni pensate per chi inizia o ha redditi contenuti: vale la pena capire cosa offrono davvero, senza illudersi che siano la stessa cosa.

Come funziona la tassazione dell’autónomo in Spagna?
In Spagna, il reddito dell’autónomo — il lavoratore autonomo iscritto alla Seguridad Social — viene tassato attraverso l’IRPF, l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Si tratta di un’imposta progressiva a scaglioni, con aliquote che salgono all’aumentare del reddito imponibile. Non esiste una percentuale fissa uguale per tutti: più guadagni, più l’aliquota marginale aumenta, e le aliquote possono variare anche a seconda della comunità autonoma in cui risiedi.
Il reddito imponibile si calcola sottraendo dai ricavi le spese effettivamente sostenute e documentate — non tramite coefficienti forfettari, ma con fatture e ricevute reali. Questa è la differenza più concreta rispetto al regime forfettario italiano: in Spagna le spese si deducono analiticamente, il che significa più controllo sulla propria contabilità, ma anche più flessibilità per chi ha costi elevati. Se hai spese di gestione significative, potresti persino trovarti in una situazione più vantaggiosa rispetto al forfettario italiano. Se invece lavori con pochi costi, il confronto è meno favorevole.
Per approfondire le differenze tra i due sistemi da un punto di vista strutturale, vale la pena leggere il confronto tra autónomo in Spagna e Partita IVA in Italia, che chiarisce anche altri aspetti pratici che spesso sorprendono chi fa il salto.
Esiste qualcosa di simile al forfettario per gli autónomos?
Sì, esiste qualcosa di simile, ma con logiche diverse. Il sistema spagnolo prevede due modalità principali di calcolo del reddito imponibile ai fini IRPF per gli autónomos: la estimación directa simplificada e la estimación directa normal. La prima si applica automaticamente a chi non supera una certa soglia di fatturato annuo e permette di applicare una deduzione forfettaria sulle spese difficili da documentare, semplificando in parte la contabilità. Non è però paragonabile al forfettario italiano: rimane necessario tenere traccia di ricavi e spese, emettere fatture e presentare dichiarazioni trimestrali.
Esiste anche un terzo regime, la estimación objetiva — nota anche come sistema dei módulos — che in passato era diffuso tra commercianti, artigiani e ristoratori. Questo sistema calcola il reddito presunto in base a parametri oggettivi (superficie del locale, numero di dipendenti, potenza installata) anziché sui ricavi effettivi, con una logica che ricorda vagamente il forfettario. Tuttavia, il regime dei módulos si è ridotto progressivamente nel campo di applicazione negli ultimi anni e non è adatto a chi svolge attività professionali o lavora da remoto. Verificare con un gestor se la propria attività rientra ancora tra quelle ammesse è il primo passo.
La tarifa plana: l’agevolazione più concreta per chi inizia
Se stai valutando di aprire l’attività in Spagna e cerchi un’agevolazione reale per i primi anni, quella più rilevante non riguarda le tasse ma i contributi previdenziali. La tarifa plana è un regime di favore che consente ai nuovi autónomos di pagare una quota mensile ridotta alla Seguridad Social per i primi dodici mesi di attività, con possibilità di proroga in alcuni casi. Si tratta di un risparmio concreto, soprattutto all’inizio, quando i redditi sono ancora incerti. Per capire come funziona nel dettaglio, gli sconti della tarifa plana per chi inizia sono spiegati in modo completo in un articolo dedicato.
Sul fronte fiscale, invece, non esiste una tassa piatta equivalente al 15% italiano. Il vantaggio o svantaggio rispetto al forfettario dipende molto dalla situazione individuale: quanto guadagni, quali spese hai, in quale comunità autonoma risiedi. Un professionista con pochi costi fissi potrebbe pagare più tasse in Spagna rispetto all’Italia con il forfettario. Un consulente con affitti, software, collaboratori e trasferte potrebbe invece trovarsi meglio, perché deduce tutto analiticamente.
Conviene davvero fare il confronto con il forfettario italiano?
Il confronto si fa, ma va fatto con cura. Il regime forfettario italiano ha un vantaggio enorme in termini di semplicità: niente IVA da gestire, niente contabilità ordinaria, un’aliquota fissa che si conosce in anticipo. In Spagna, anche con la estimación directa simplificada, la gestione è più articolata: ci sono le dichiarazioni trimestrali IRPF e IVA, la contabilità dei movimenti, la documentazione delle spese.
Questo non significa che il sistema spagnolo sia peggiore — significa che è diverso, e che richiede quasi sempre l’affiancamento di un gestor, ovvero il commercialista spagnolo. In questi anni ho visto molti italiani arrivare in Spagna convinti di poter fare tutto da soli, come magari facevano in Italia con il forfettario, e ritrovarsi con problemi alle prime dichiarazioni trimestrali. Affidarsi a un professionista non è un costo superfluo: è il modo più efficiente per non sbagliare fin dall’inizio. Se non hai ancora capito bene cosa fa un gestor e perché ti serve, il ruolo del gestor in Spagna è spiegato in un articolo che chiarisce anche come sceglierlo.
Vale anche la pena ricordare che in Spagna l’IVA — chiamata IVA anche qui, ma con aliquote e meccanismi diversi — non è esclusa dalla gestione dell’autónomo come accade per il forfettario italiano. La maggior parte degli autónomos deve applicare l’IVA sulle proprie fatture, liquidarla trimestralmente e presentare i modelli corrispondenti. Per capire come funziona il sistema, l’IVA in Spagna per gli autónomos è un punto di partenza utile prima ancora di aprire l’attività.
Cosa fare se stai valutando il passaggio
Se stai pensando di trasferirti in Spagna e aprire l’attività come autónomo, il primo passo non è cercare il regime più simile al forfettario: è capire la tua situazione specifica. Quanto prevedi di fatturare? Che tipo di spese hai? Lavori con clienti italiani, spagnoli o esteri? Hai intenzione di assumere qualcuno? Le risposte cambiano radicalmente la convenienza fiscale e contributiva. Per orientarti, la guida completa per diventare autónomo in Spagna copre l’intero percorso dall’iscrizione alla Seguridad Social alle prime dichiarazioni.
Un’analisi fatta con un gestor prima di aprire l’attività — anche solo una consulenza iniziale — ti permette di scegliere la struttura giusta, evitare errori difficili da correggere dopo e pianificare le spese dei primi mesi. Non è il sistema più semplice del mondo, ma è un sistema che funziona: basta capirlo prima di arrivarci.
Se in Italia sono nel regime forfettario, in Spagna posso trovare qualcosa di equivalente?
No, in Spagna non esiste un regime fiscale equivalente al forfettario italiano con flat tax al 15% e deduzione automatica delle spese tramite coefficienti. Il sistema più vicino è la estimación directa simplificada, che si applica automaticamente sotto una certa soglia di fatturato e prevede alcune semplificazioni contabili, ma richiede comunque di tracciare ricavi e spese reali, emettere fatture e presentare dichiarazioni trimestrali. Devi mettere in conto una gestione decisamente più articolata rispetto a quella a cui sei abituato in Italia.
In Spagna devo gestire l’IVA anche se faturo poco?
Sì, a differenza del regime forfettario italiano che esclude completamente la gestione dell’IVA, in Spagna la maggior parte degli autónomos è tenuta ad applicare l’IVA sulle proprie fatture e a liquidarla trimestralmente tramite appositi modelli fiscali. Non esiste una soglia di fatturato sotto la quale si è automaticamente esentati dalla gestione dell’IVA come accade in Italia con il forfettario. Questo è uno degli aspetti che sorprende di più gli italiani che si trasferiscono in Spagna e richiede fin dal primo giorno l’impostazione di una contabilità corretta.
Conviene fiscalmente aprire l’attività in Spagna rispetto a restare in Italia col forfettario?
Dipende molto dalla tua situazione individuale: quanto fatturi, che tipo di spese hai e in quale comunità autonoma risiedi sono tutti fattori determinanti. Se lavori con pochi costi fissi, potresti pagare più tasse in Spagna rispetto all’Italia con il forfettario, perché in Spagna l’IRPF è un’imposta progressiva a scaglioni senza aliquota fissa agevolata. Al contrario, se hai spese elevate e documentabili come affitti, software o collaboratori, la deduzione analitica spagnola potrebbe risultare più vantaggiosa. Prima di prendere qualsiasi decisione, è fortemente consigliato fare un’analisi con un gestor spagnolo.
Cos’è la tarifa plana e a chi conviene?
La tarifa plana è un’agevolazione sui contributi previdenziali destinata ai nuovi autónomos che si iscrivono per la prima volta alla Seguridad Social: permette di pagare una quota mensile ridotta per i primi dodici mesi di attività, con possibile proroga in alcuni casi. Non si tratta di un vantaggio fiscale sulle tasse, ma di un risparmio concreto sui contributi, che all’inizio rappresentano uno dei costi fissi più pesanti per chi inizia. È particolarmente utile nella fase iniziale in cui i redditi sono ancora incerti e non si sa esattamente quanto si guadagnerà.
Posso fare da solo la contabilità come autónomo in Spagna, senza un commercialista?
Tecnicamente è possibile, ma nella pratica è sconsigliato, soprattutto se arrivi dall’Italia e sei abituato alla semplicità del regime forfettario. In Spagna le dichiarazioni trimestrali di IRPF e IVA, la gestione dei modelli fiscali e la documentazione delle spese richiedono una conoscenza del sistema che raramente si improvvisa. Affidarsi a un gestor, il commercialista spagnolo, non è un costo superfluo: è il modo più efficace per evitare errori fin dalle prime dichiarazioni, errori che possono essere difficili e costosi da correggere in seguito.
Avviso importante: le informazioni di questo articolo hanno valore orientativo e non potranno mai sostituire la consulenza di un professionista. La normativa spagnola cambia spesso e la sua applicazione dipende dalla situazione di ciascuno. Prima di prendere decisioni su documenti, fisco, lavoro o residenza, rivolgiti a un gestor, un avvocato o un commercialista.
inSpagna è un progetto di
Erick Canale
Ingegnere, nato a Cuneo, vive in Spagna da oltre 22 anni : dopo 14 anni vissuti a Barcellona, dal 2018 vive e lavora a Madrid. Dopo un percorso da funizonario in una importante multinazionale italiana, da quindici anni dirige JEZZ Media, Agenzia di Comunicazione e Marketing con sede nella capitale spagnola.
La burocrazia spagnola l'ha attraversata tutta, di persona. Da dipendente prima, da imprenditore autonomo oggi.
