Cammini per le Ramblas a Barcellona, ti siedi a un bar di Madrid, attraversi il centro di Valencia — e senti parlare rumeno, arabo, cinese, inglese. La Spagna non è mai stata un Paese monoculturale, ma negli ultimi anni la presenza di comunità straniere è cresciuta in modo deciso. Guardare la folla di persone per strada in Spagna significa guardare una mappa del mondo in movimento. E se stai pensando di trasferirti, capire chi sono le nazionalità straniere più numerose può dirti molto su cosa troverai: comunità di riferimento, quartieri multiculturali, reti di supporto.

Un Paese che ha imparato ad accogliere
Per decenni la Spagna è stata terra di emigrazione, non di immigrazione. Gli spagnoli partivano — verso l’America Latina, verso l’Europa del Nord. Poi, a partire dagli anni Novanta e con forza negli anni Duemila, la direzione si è invertita. Oggi la Spagna è uno dei Paesi europei con la quota più alta di popolazione straniera, e il numero continua a crescere.
Questo cambiamento si vede ogni giorno per le strade delle grandi città, ma anche in molti centri medi. La composizione della popolazione straniera in Spagna è variegata e racconta storie diverse: lavoratori arrivati per necessità economica, pensionati nordeuropei in cerca di sole, professionisti che hanno scelto la Spagna per la qualità della vita, famiglie che hanno seguito qualcuno.
Se vuoi sapere quanti italiani vivono in Spagna, hai già un punto di riferimento. Ma gli italiani sono solo una delle tante comunità che hanno fatto della Spagna la propria casa.
Le comunità straniere più grandi: una fotografia
Le nazionalità straniere presenti in Spagna in modo più consistente appartengono a tre grandi aree geografiche: il Maghreb e l’Africa subsahariana, l’America Latina, e l’Europa comunitaria ed extracomunitaria.
I marocchini: la comunità più numerosa
La comunità marocchina è da anni quella più presente sul territorio spagnolo. Non è una sorpresa: la vicinanza geografica (lo Stretto di Gibilterra divide i due Paesi di pochi chilometri), i legami storici e le opportunità lavorative nel settore agricolo, edilizio e dei servizi hanno costruito nel tempo una rete migratoria solida. I marocchini sono distribuiti su tutto il territorio, con concentrazioni importanti in Catalogna, Andalusia e Comunità Valenciana.
I rumeni: una presenza capillare
La Romania e la Spagna hanno sviluppato un legame migratorio molto stretto, in parte favorito dalla vicinanza linguistica — il rumeno è una lingua romanza, e molti rumeni imparano lo spagnolo in tempi brevi. La comunità romena è la seconda per dimensione tra quelle straniere, ed è distribuita in modo capillare: non solo nelle grandi città, ma anche nei centri più piccoli, spesso impiegata nell’agricoltura, nell’edilizia, nell’assistenza domiciliare.
I colombiani e gli altri latinoamericani
L’America Latina nel suo insieme rappresenta una quota enorme della popolazione straniera in Spagna. Colombiani, venezuelani, ecuadoriani, argentini, boliviani, peruviani: la lingua condivisa è un vantaggio enorme che facilita l’inserimento nel mercato del lavoro e nella vita quotidiana. La comunità colombiana è tra le più numerose di questo gruppo, seguita da venezuelani e argentini, con una presenza crescente negli ultimi anni legata in parte a situazioni di instabilità politica nei Paesi d’origine.
I britannici: il sole come pensione
Tra le comunità europee, quella britannica ha una storia lunga e particolare. Decine di migliaia di cittadini del Regno Unito hanno scelto la Spagna — soprattutto le zone costiere del Mediterraneo, le Canarie e le Baleari — come residenza permanente o semi-permanente. Molti sono pensionati, attratti dal clima, dal costo della vita più basso rispetto al Regno Unito e da una qualità della vita che trovano difficile replicare a casa. La Brexit ha complicato le cose sul piano burocratico, ma non ha fermato questa tendenza.
Tedeschi, francesi e altri europei
La Spagna attrae anche molti cittadini degli altri Paesi dell’Unione Europea. Tedeschi e francesi sono tra le comunità comunitarie più numerose. Per un cittadino UE, trasferirsi in Spagna è burocraticamente più semplice rispetto a chi arriva da fuori Europa: la libertà di circolazione garantisce il diritto di stabilirsi, lavorare e risiedere senza bisogno di un visto. La procedura principale resta la registrazione anagrafica e l’ottenimento del NIE — il numero identificativo per stranieri — ma il percorso è decisamente meno complesso.
Gli italiani: una comunità in crescita
Tra le comunità europee in Spagna, quella italiana occupa un posto di rilievo. Non si tratta solo di numeri: gli italiani in Spagna hanno costruito reti, associazioni, imprese. Barcellona, Madrid, Valencia, Malaga — queste sono le città dove la presenza italiana è più visibile, come puoi approfondire guardando dove si concentrano gli italiani in Spagna.
Rispetto ad altre comunità, quella italiana ha una composizione piuttosto eterogenea: ci sono professionisti e lavoratori dipendenti, imprenditori, studenti che si sono fermati, famiglie che hanno seguito un partner. Molti sono arrivati negli ultimi anni, spinti dalla crisi economica italiana o semplicemente dalla voglia di un contesto professionale e di vita diverso.
In questi anni ho visto tanti italiani stupirsi nel trovare, appena arrivati, una rete più solida di quanto immaginassero: connazionali disposti ad aiutare, gruppi online attivi, quartieri dove l’italiano si sente quasi quanto il castigliano.
Cosa significa tutto questo per chi si trasferisce
Capire la composizione delle comunità straniere in Spagna non è solo una curiosità statistica. Per chi sta pianificando un trasferimento, ha implicazioni pratiche.
- Trovare supporto nella propria lingua è più facile in una città con una comunità italiana consolidata. Ci sono gestores abituati a lavorare con italiani, avvocati bilingui, gruppi di mutuo aiuto.
- Il mercato del lavoro multiculturale delle grandi città spagnole è un contesto in cui le competenze linguistiche degli italiani — spesso capaci di muoversi tra italiano, spagnolo e inglese — sono apprezzate.
- I quartieri cambiano a seconda della città: in alcune aree troverai una comunità latina vivace, in altre una presenza nordeuropea forte. Vale la pena conoscerle prima di scegliere dove vivere.
- La presenza di comunità straniere numerose significa anche che la Spagna ha sviluppato una certa esperienza burocratica nella gestione dei residenti stranieri: gli sportelli, i moduli, le procedure — anche se non sempre veloci — esistono e funzionano.
La Spagna che troverai per strada
Quella folla di persone che vedi per strada in Spagna è il risultato di decenni di migrazioni sovrapposte, di politiche europee, di crisi economiche e di scelte individuali. Non esiste un unico “straniero tipo” in Spagna: ci sono storie completamente diverse che si incrociano ogni giorno sugli stessi marciapiedi.
Per un italiano che arriva, questo è un vantaggio. La Spagna è abituata agli stranieri. Non sei un caso anomalo, non sei il primo a dover aprire un conto in banca senza ancora un lavoro fisso, non sei il primo a dover capire come funziona il sistema sanitario pubblico o come si registra la residenza. Qualcuno prima di te ha già percorso la stessa strada — e spesso è disposto a raccontartelo.
Se stai valutando in quale città trasferirti e vuoi capire dove la comunità italiana è più strutturata e dove troveresti più facilmente un punto di riferimento, è una delle prime cose su cui vale la pena fare chiarezza. È un fattore che cambia l’esperienza del primo anno in modo più significativo di quanto si pensi.